Il Tirreno

Prato

Creaf, il sindaco Biffoni sarà processato per bancarotta

Il sindaco Matteo Biffoni
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Il sindaco Matteo Biffoni

Insieme al primo cittadino del Pd sono stati citati in giudizio gli ex amministratori del Centro di ricerca mai nato, tra cui Luca Rinfreschi e Lamberto Gestri. Il processo inizierà il 18 giugno

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PRATO. Il sindaco Matteo Biffoni (Pd) è stato citato in giudizio dalla Procura con l'accusa di cooperazione colposa in bancarotta semplice in relazione al fallimento del Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione che doveva nascere in via Galcianese e che è invece rimasto una scatola vuota, inghiottendo oltre 20 milioni di fondi pubblici. La citazione in giudizio è arrivata oggi, 18 settembre, e sono stati gli stessi uffici del sindaco a renderla nota. Il processo inizierà il prossimo 18 giugno, cioè dopo le elezioni amministrative. Questo significa che Biffoni, se deciderà di ricandidarsi, rimarrà sulla graticola per tutta la durata della campagna elettorale.

Biffoni, che verrà processato in qualità di presidente della Provincia, è in buona compagnia. Insieme a lui saranno processati per bancarotta semplice gli ex amministratori Luca Rinfreschi, Laura Calciolari, Lamberto Gestri (già presidente della Provincia, Pd), gli ex membri del consiglio di amministrazione Veronica Melani e Gianmario Bacca, e i tre componenti del collegio sindacale, Massimo Longini, Massimo Picchi e Marco Bini. Il sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, titolare delle indagini, ha chiesto invece l'archiviazione dell'ex vice presidente della Provincia Daniele Panerati (Pd).

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A Biffoni la Procura contesta di aver tardato a staccare la spina al Creaf, contribuendo all'aggravamento del buco economico prodotto dall'ente mai nato. Il sindaco al momento si difende spiegando di "aver operato nella massima correttezza" e di essere stato coinvolto in una vicenda ereditata nel 2014 dalle passate amministrazioni, promettendo che spiegherà le sue ragioni nel processo. La cooperazione colposa, fa notare l'avvocato difensore del sindaco, Giuseppe Nicolosi, è un reato che finora non è mai stato contestato.

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