Il Tirreno

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l’iniziativa della lega 

Spray antiviolenza a ruba Era gratis: 250 donne in fila

Maria Lardara
Spray antiviolenza a ruba Era gratis: 250 donne in fila

La massiccia richiesta ha costretto il Carroccio ad acquistare altre confezioni Le critiche di Pieri (Forza Italia): «Non strumentalizzare la violenza di genere»

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Bocca chiusa, passo all’indietro e dito premuto sulla bomboletta. «E si scappa, subito dopo aver spruzzato». Enrico Zucchi, responsabile sicurezza della Lega provinciale, spiegava ieri mattina come difendersi alle tante donne accorse al gazebo leghista contro la violenza di genere. Tema serio e delicato, che forse poco c’entrava con l’iniziativa organizzata dal Carroccio in piazza del Comune.

Chi s’è messo in fila per mettere in borsetta lo spray antiaggressione, quello che i leghisti hanno voluto donare all’altra metà del cielo, l’ha fatto magari per difendersi più da potenziali scippatori e rapinatori. Un’arma di giustizia fai da te che risponde a un oggettivo bisogno di sicurezza quando, nella maggior parte dei casi, la violenza di genere viene perpetrata dentro le mura domestiche. «La nostra iniziativa è stata ridicolizzata sui social network – racconta la segretaria Patrizia Ovattoni – Forse dà fastidio che il tema della violenza di genere, finora appannaggio della sinistra, venga affrontato dalla Lega. Crediamo che le donne non debbano essere più vittime ma debbano avere gli strumenti per difendersi». Sia nella mattina che nel pomeriggio la distribuzione gratuita degli spray è stata “blindata” dalla Digos

Certo è che le prime cinquanta bombolette di spray al peperoncino sono andate a ruba nella prima mezz’ora: alle 10.30 erano già terminate. Idem nel pomeriggio: la scorta di altre cinquanta s’è esaurita intorno alle 16.30. Il Carroccio, che aveva annunciato in pompa magna l’iniziativa, aveva ordinato soltanto un centinaio di dispositivi così da costringere gli organizzatori a comprare altre 60 bombolette nel pomeriggio. «Abbiamo raccolto 250 nominativi, siamo soddisfatti – racconta Ovattoni – Il prossimo passo sarà organizzare corsi di autodifesa». Tra le prime a ricevere il dono della bomboletta, le sorelle Patrizia e Maria Crimi, maestre di ruolo provenienti dalla provincia di Messina. «Ci sentiamo meno sicure qui che a Palermo. Abbiamo paura a uscire la sera. Siamo vittime della legge 107, la “Buona scuola” perché non possiamo chiedere il trasferimento. Chiediamo a Salvini di riportarci in Sicilia per lavorare».

Percezione di insicurezza e la rappresentazione forse un po’ troppo esagerata di una città dipinta come il Bronx riecheggiano fra le persone in coda. Ma la paura c’è. Ed è quella che ha portato anche Silvana Nesti ad accaparrarsi lo spray. L’anziana racconta di essere stata derubata due volte in centro. «Mi presero un orecchino d’oro. Gli imprevisti sono tanti, non si sa mai». A infilare lo spray in borsetta anche Ambra Giorgetti che è solita andare a camminare sulla ciclabile. «Spero di non averne mai bisogno ma questa è una città insicura. Avrei timore a mandare una figlia di 15 anni la sera in centro». Poi c’è chi sbotta come madre e figlia arrivate da Montemurlo. «Si organizza un’iniziativa del genere solo con un centinaio di bombolette?». Intanto in casa centrodestra l’iniziativa leghista fa discutere. Critica la consigliera forzista Rita Pieri, ex assessora alle pari opportunità nella giunta Cenni. «Una trovata di marketing. Il tema della violenza di genere richiede un lavoro sulla formazione e sull’educazione alla parità di genere. Bisogna stare attenti a non strumentalizzare». —

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