Sicurezza
Piazza delle Carceri si è trasformata in un box della Ferrari
Centinaia di persone hanno provato il cambio gomme C’erano anche il sindaco Biffoni e il vescovo Agostinelli
PRATO
Piazza delle Carceri colorata di rosso per il Pit Stop Ferrari che ha permesso di coronare il sogno di tanti tifosi (anche piccoli) della macchina di Maranello e soprattutto ha fatto provare a cambiare le gomme della Ferrrari F2002 come se si disputasse un vero gran premio.
Sono stati in tanti a provare e a simulare il percorso del circuito del Mugello dentro l’abitacolo della Rossa. Tra questi anche il sindaco Matteo Biffoni e il vescovo Franco Agostinelli, grande sportivo, che non è voluto mancare a questa occasione che aveva come palcoscenico la chiesa di Santa Maria delle Carceri e il Castello dell’Imperatore.
Tutti presenti i 380 iscritti del Club Ferrari che è il 7° club al mondo. «Un’esperienza straordinaria che poche città in Italia hanno potuto avere – spiega Sauro Migliori, presidente del Ferrrari Club Prato – A Prato c’è un cuore dormiente Ferrari e questa opportunità di fare un pit stop della Formula uno con la macchina di Michael Schumacher ci ha permesso di aumentare i nostri soci e di dimostrare che il colore rosso è sempre qualcosa di straordinario nell’immaginario delle persone. Avere ospite d’onore il direttore Fda Massimo Rivola, creatore del nuovo pilota Ferrari Leclerc amico di Daniele Tartoni è stato il massimo come Club Ferrari».
«Prato è una città viva a livello di motori e ci sono tantissimi appassionati – dice Daniele Tartoni, responsabile hospitality della Ducati e già Race team coordinator della Toro Rosso e della Mercedes proprio con Schumacher – vedere la macchina di Michael è qualcosa di incredibile ma quello che ha fatto nel mondo delle quattro ruote Michael sarà difficile eguagliarlo e tutti coloro che salivano sulla Ferrari chiedevano quante gare aveva vinto questa vettura”».
«Una giornata dove la passione e il divertimento si sono uniti – spiega Claudio Bigiarini, direttore dell’Aci Prato – con una bella prova di guida corretta e soprattutto uno spot alla nostra disciplina». La durata di ogni pit stop (con 16 persone) è stata di circa 12 minuti con un vero e proprio cambio gomme. Tanti i piccoli ferraristi che indossavano un segno rosso. Per un giorno la Formula uno si è spostata a Prato. —
VEZIO TRIFONI
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