Il dolore
Danno d’immagine ora dovrà risarcire l’Asl
L’ispettore è già stato condannato a 3 anni per le mazzette prese dagli imprenditori cinesi durante i controlli nelle ditte
PRATO
Un ex ispettore dell’Asl, già condannato a tre anni per concussione e licenziato a suo tempo, ora dovrà pagare anche 7.000 euro all’azienda sanitaria a titolo di risarcimento per il danno d’immagine arrecato con le sue azioni. Lo ha deciso la Corte dei Conti che, come scrive “Notizie di Prato”, mitiga in parte le richieste del viceprocuratore generale: 20.000 euro per il danno d’immagine e altri 10.000 per il disservizio. Il giudice ha tolto i danni per il disservizio arrecato dall’ispettore Massimiliano Guarneri, 44 anni, per il cattivo servizio prestato quando, invece di controllare la regolarità del lavoro svolto nelle aziende cinesi dopo la tragedia della Teresa Moda nel cui incendio morirono 7 operai, si faceva pagare dagli imprenditori orientali per chiudere un occhio.
Guarneri finì in carcere nel marzo 2016, quando l’uomo fu accusato di concussione per avere spesso e volentieri alleggerito le sanzioni scattate in seguito ai controlli nei capannoni delle confezioni cinesi o per aver proprio evitato i controlli. Ad eseguire gli arresti - inizialmente gli ispettori nel mirino della Procura erano due - fu la Guardia di finanza, mentre l’’inchiesta era affidata all’allora sostituto procuratore Antonio Sangermano (oggi a capo della Procura minorile di Firenze), coadiuvato dalla sostituita Valentina Cosci. L’ispettore faceva parte del nucleo di tecnici assunti dal Dipartimento di prevenzione nell'ambito del progetto "Lavoro sicuro" voluto dalla Regione. L'inchiesta venne portata avanti anche grazie a intercettazioni telefoniche. Lo stesso Guarneri qualche mese prima, nel novembre 2015, fu indagato per concussione e sospeso dall'Asl. Gli episodi per i quali è finito in carcere sono precedenti alla fine di novembre.
Sviluppando gli spunti dell'indagine, gli inquirenti scoprirono altri casi sospetti. Il gruppo della Guardia di finanza ricontrollò tutte le pratiche trattate da Guarneri, ascoltò tutti i titolari delle confezioni controllate dall’ispettore e ascoltò le conversazioni telefoniche. Stando agli inquirenti, Guarneri chiedeva cifre notevoli, qualche migliaio di euro per ammorbidire i controlli, ma spesso si accontentava anche di meno: dai 500 ai 2.000 euro, a seconda della disponibilità di denaro contante a disposizione dei confezionisti. Nel dispositivo della condanna, già divenuta irrevocabile a tre anni di carcere, la cifra che Guarneri è accusato di avere intascato è di 3.500 euro. L’ex ispettore , incalzato dai magistrati, ha almeno in parte ammesso le proprie responsabilità.
Nell’ambito dell’inchiesta è stata vagliata la posizione di almeno cinque persone per altrettanti, sospetti, casi di concussione. Solo uno dei confezionisti cinesi, fra quelli contattati, rifiutò di pagare per evitare un controllo (gli erano stati chiesti 5.000 euro per evitare sanzioni pari a 25.000 euro) e una volta contattato dalla Finanza confermò la richiesta illecita. —
F.A.
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