Attenzione
Il vigile di quartiere riparte ma non si sa dove
PRATOUn punto di ascolto nei quartieri per far sentire le istituzioni più vicine e raccogliere segnalazioni. È questa la proposta della Lega portata all’attenzione del sindaco Matteo Biffoni durante...
PRATO
Un punto di ascolto nei quartieri per far sentire le istituzioni più vicine e raccogliere segnalazioni. È questa la proposta della Lega portata all’attenzione del sindaco Matteo Biffoni durante la Commissione 3. Alcuni esponenti della Lega hanno presentato la petizione per l’istituzione del vigile di quartiere spiegando in corso di commissione che sarebbe utile un punto di ascolto nelle periferie a cui i cittadini possano rivolgersi per segnalazioni. «Credo che ci siano molti mezzi a disposizione dei cittadini per segnalare problemi o criticità nei propri quartieri, ma senza dubbio un punto di ascolto soprattutto per le persone più anziane potrebbe essere utile – ha commentato il sindaco Biffoni – Resto però convinto che una vera utilità l’avrebbe il vero vigile di quartiere, con una presenza non sporadica ma costante, su tre turni, con servizio appiedato. Un servizio che con i numeri attuali del corpo di Polizia Municipale non è concretizzabile in modo serio in tutta la città».
Il comandante della polizia municipale ha spiegato le diverse funzioni svolte dai 165 agenti del Corpo e delle motivazioni che nel 2010 portarono alla decisione di chiudere i distretti nei quartieri. Oggi, nonostante le nuove assunzioni che si stanno formalizzando proprio in questi giorni, l’organico è sottodimensionato di almeno 90 unità. «Un problema storico per tutto il personale del Comune che si riverbera anche sulla polizia municipale. Un primo sblocco è avvenuto grazie al decreto Minniti che però vale per il biennio 2017-2018, ora vediamo cosa accadrà nel 2019 – ha sottolineato il sindaco – Intanto da inizio 2019, grazie a un finanziamento della Regione Toscana, sperimenteremo i vigili di quartiere con servizio appiedato su tre turni in una zona della città, che sarà scelta anche in accordo con la Prefettura». —
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