Il Tirreno

Prato

Panificio Toscano, l'accordo non c'è e scatta lo sciopero

di Paolo Nencioni
Il picchetto dei lavoratori davanti allo stabilimento di Collesalvetti
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Il picchetto dei lavoratori davanti allo stabilimento di Collesalvetti

La vertenza nello stabilimento di via Vannucchi sembrava risolta con la promessa di assunzione diretta dei lavoratori della coop Giano, ma il sindacato Si Cobas pretende anche la riassunzione di due delegati

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PRATO. Alla vigilia di Ferragosto sembrava tutto risolto, un lieto fine a sorpresa per i lavoratori del Panificio Toscano, protagonisti di una dura vertenza sindacale con l’azienda che ha uno stabilimento a Prato in via Onorio Vannucchi e un altro a Collesalvetti. Dopo un picchetto rimosso con la forza dalla polizia all’alba del 6 agosto, una settimana dopo l’azienda aveva promesso che avrebbe assunto tutti i lavoratori inquadrati nella cooperativa Giano, ripristinando le corrette relazionii sindacali. Ma ieri si è scoperto che il problema non è affatto risolto, almeno per quanto riguarda i lavoratori iscritti al Si Cobas, che ha indetto uno sciopero nei due stabilimenti e un picchetto davanti a quello di Collesalvetti. Nonostante un comunicato rassicurante dell’azienda, che ribadiva l’intenzione di assumere i lavoratori, sono rimasti sul tappeto due problemi di non poco conto.

«Il primo - spiega Luca Toscano del Si Cobas - è che l’azienda dice di voler assumere i lavoratori della coop Giano, ma alle stesse condizioni contrattuali. Ciò significa che saranno inquadrati tutti all’ultimo livello e alcuni di loro avranno il contratto multiservizi. In altre parole continueranno ad avere uno stipendio da fame». Il secondo problema riguarda ancora più da vicino il sindacato. Si Cobas aveva posto come pregiudiziale per un accordo la riassunzione di due delegati sindacali licenziati dal Panificio Toscano a Collesalvetti, ma ora l’azienda dice che non intende farlo, almeno direttamente. «La questione - si legge inun comunicato del Panificio - riguarda la cooperativa Giano. Qualora la maggioranza dei soci lavoratori della cooperativa si esprima in senso favorevole, (il Panificio, ndr) agirà di conseguenza dando corso all’assunzione».

«Il problema - ribatte il sindacalista Toscano - è che il Panificio ha tolto la commessa alla cooperativa. Come è possibile che i due delegati vengano riassunti? Dovrebbe farlo il Panificio». Un tavolo convocato in Prefettura a Prato martedì e un incontro mercoledì 5 settembre con l’azienda non sono riusciti a sbrogliare il bandolo della matassa.

Ieri, 7 settembre, il Panificio Toscano ha duramente criticato lo sciopero. "Nonostante all’azione abbiamo partecipato solo pochi dipendenti - si legge in una nota dell'azienda - l’agitazione improvvisa ha creato problemi all’azienda nella consegna delle merci. Il Panificio Toscano condanna fortemente questo modo di agire sopratutto alla luce degli impegni che l’azienda si è presa, ovvero la fine del modello di esternalizzazione della mano d’opera e il completo assorbimento della stessa da parte del Panificio, in tempi e modi che sono già oggetto di trattativa con i sindacati e le autorità competenti. La vicenda a cui SiCobas fa riferimento (il licenziamento di due dipendenti da parte ella Cooperativa Giano in tempi e per cause che niente hanno a che fare con la trattativa in corso) è evidentemente strumentale in quanto proprio la Cooperativa si è impegnata a avviare al suo interno una consultazione (prevista per lunedì) sulla vicenda. In un momento così delicato e importante per la vita dell’azienda, impegnata in un operazione che permetterà a tutti i dipendenti attualmente occupati di vedere salvaguardato il posto di lavoro, l’azione di una minoranza sta creando problemi che rischiano di ricadere su tutti. Nel sottolineare positivamente l’atteggiamento di UIL e UILA che in un incontro con i dipendenti hanno illustrato l’importanza di questo accordo l’azienda si augura che le agitazioni e i picchettaggi cessino immediatamente lasciando che sul processo in atto i dipendenti possano esprimersi liberamente, nella certezza che in questa fase l’azienda ha bisogno del sostegno più ampio nell’interesse di tutti".

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