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Truffe alle assicurazioni, avvocato interdetto per un anno
Il legale è accusato di aver falsificato numerosi certificati medici. Il pubblico ministero aveva chiesto il carcere
PRATO. Il giudice per le indagini preliminari di Firenze, Sara Farini, ha sospeso per un anno un avvocato pratese, Filippo Bresci, 44 anni, dall’attività professionale. Bresci è accusato di aver falsificato decine di certificati medici che sono poi serviti ad altrettanti automobilisti per incassare i risarcimenti dalle assicurazioni. La particolarità di questa vicenda, simile a molte altre di cui da sempre si occupano le cronache, è che in questo caso l’avvocato pratese è accusato di aver fatto tutto da solo. Di non essersi servito, dunque, di medici compiacenti, ma di aver semplicemente falsificato i certificati medici e i referti ospedalieri. Il pubblico ministero avrebbe voluto usare il pugno di ferro e ha chiesto il carcere per il legale pratese, ma il gip ha ritenuto che l’interdizione di un anno dall’attività professionale sia una misura sufficiente a evitare il rischio della reiterazione del reato.
L’inchiesta sui falsi certificati medici prende il via il 7 luglio dell’anno scorso, quando al Commissariato di polizia di Rifredi Peretola si presenta Antonio Berneschi, un investigatore privato della compagnia assicuratrice Unipol. L’investigatore consegna 14 certificati medici riferiti a incidenti stradali avvenuti nelle province di Firenze, Prato e Pistoia, sostenendo che sono quasi certamente falsi. Dice di essere andato a controllare all’ospedale di Careggi e di aver scoperto che quei certificati non erano mai stati rilasciati. La polizia giudiziaria ha fatto il resto. Sono stati contattati i medici che risultavano aver firmato i referti e da tutti è stata ottenuta la stessa risposta: loro di quei certificati non sapevano niente e tantomeno li avevano firmati.
Nella prosecuzione delle indagini sono emersi altri particolari sospetti. A curare le pratiche dei sinistri, infatti, erano sempre le stesse carrozzerie, l’assistenza alla compilazione degli atti era stata curata da un solo studio e quasi tutti gli indennizzati per gli incidenti erano stati assistiti per i danni fisici dall’avvocato Bresci e per i danni materiali da un altro avvocato. Per quasi tutti gli incidenti, ad eccezione di uno, era stata compilata la constatazione amichevole. Nell’ordinanza di custodia vengono contestati ben 36 capi d’imputazione e il giudice ricorda che l’avvocato, ora difeso da Michele Nigro, risulta sottoposto ad altri due procedimenti per fatti analoghi commessi precedentemente.
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