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Prato

"Io, scettica sul vaccino quadrivalente". E le mamme scelgono la scuola “fai da te”

"Io, scettica sul vaccino quadrivalente". E le mamme scelgono la scuola “fai da te”

Per aggirare l’obbligo della legge Lorenzin alcuni genitori stanno valutando l'alternativa dell’istruzione parentale. Il Comune: "Sei bimbi a rischio di espulsione"

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Il conto alla rovescia prima del 10 settembre le mette un po’ d’ansia. Sì, perché la sua bambina di quattro anni frequenterebbe la materna comunale (sono sei in tutta Prato) dove la campanella suona una settimana prima rispetto alla scuola dell’infanzia statale. Il condizionale è d’obbligo perché la figlia Anna (nome di fantasia per proteggere la privacy della bimba) non è in regola con le dieci vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge Lorenzin, quella che il governo gialloverde vorrebbe rinviare di un anno. «Sto aspettando che il Comune mi dica cosa fare. Vorrei evitare che mia figlia entrasse in classe e venisse respinta, come peraltro già successo ad aprile». Sospesa e poi riammessa, fino a giugno. E dire che mamma Simona è stata sollecitata tante volte dall’ufficio scolastico comunale. Una, due, tre e anche quattro volte. Ma sui vaccini fa orecchie da mercante. "Non sono una mamma no-vax – si difende – Mia figlia è in regola con il calendario vaccinale. Ha anche l’antidoto contro il meningococco, perché con quello non si scherza. Ma sul quadrivalente ho tanti dubbi perché debilita le difese immunitarie, vista l’esperienza di altre mamme".

Dubbi che potrebbe tranquillamente chiarirle il pediatra di fiducia. E invece no, mamma Simona da mesi sta chiedendo un colloquio all’Asl con contestuale richiesta di prenotazione del vaccino. Sarebbe questa la sua “pezza d’appoggio” con il Comune, rivendicata durante l’ultimo colloquio avuto a metà luglio con il funzionario dell’ufficio scolastico comunale.

"D’altro canto, l’Asl non mi ha mai risposto e non posso dare il consenso informato se nessun medico mi spiega meglio – argomenta Simona – Il pediatra continua a ripetermi che i vaccini non hanno controindicazioni, come se non si ponesse il problema". Questa madre pratese ce l’ha con la legge Lorenzin non mandando giù quella che definisce la linea troppo rigida del Comune. "So per certo che per alcuni presidi statali basta la richiesta di prenotazione all’Asl". Comunque la sua Anna non resterà a piedi. Un’opzione è quella dell’educazione fai date, l’istruzione parentale. "Ci stiamo organizzando anche a Prato. Esisterebbe la scuola steineriana che non chiede l’obbligo vaccinale agli iscritti ma i suoi costi sono improponibili".

Una telefonata del Comune arriverà a Simona nei prossimi giorni. "Il 31 agosto – replica l’assessora alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti – era l’ultimo termine per mettersi in regola per quanto riguarda le iscrizioni per l’anno scolastico 2018/2019. Da lunedì 3 settembre inizieremo a mandare i decreti di sospensione". Il Comune poi segnala quattro casi di bimbi ”irriducibili”, di cui uno allo spazio giochi, che hanno deciso di non mettersi in regola dopo il 10 marzo, ultima scadenza prevista dalla legge Lorenzin.

Fino a pochi giorni fa erano 23 le famiglie che non avevano ancora vaccinato i figli. "Meno della metà si è messa in regola – fa sapere Ciambellotti – Ma a fine giugno, all’anagrafe vaccinale dell’Asl, ne risultavano 77". In totale, sei bambini a rischio di espulsione: tre alla materna e tre al nido del Comune.

 

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di Redazione web