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Il Comune si riprende il Lungobisenzio anche senza le chiavi: cancello forzato

V.T.

Eseguito lo sgombero coatto del Prato dall’impianto (dove non c’è più il cane). Il vicesindaco Faggi sentito in Procura

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PRATO

Le chiavi dello stadio sono rimaste in tasca al presidente dl Prato Paolo Toccafondi e così ieri mattina alle 10,10 i tecnici del Comune, accompagnati dalla polizia municipale, hanno eseguito lo sgombero coatto, hanno forzato il cancello e sono tornati in possesso del Lungobisenzio. Ci avevano già provato lo scorso 20 agosto, ma il presidente aveva rifiutato di rendere le chiavi.

Lo stesso Toccafondi aveva comunicato il recesso dall’aggiudicazione per la gestione dello stadio il 10 maggio, prima di affidarsi al sindaco Matteo Biffoni per la ricerca di un possibile acquirente per la società biancazzurra. Poi la mancata vendita e la diatriba tra lo stesso primo cittadino e Toccafondi avevano sancito il mancato ripescaggio del Prato e tutta una serie di carte bollate con la richiesta del Comune alla società di lasciare lo stadio entro il 20 agosto. In quella data era fissata anche la consegna delle chiavi al Comune ma la società si era rifiutata di restituire il bene. Di conseguenza il dirigente del servizio sport aveva proceduto con l’ordinanza di sgombero che è stata eseguita ieri senza che nessuno del Prato si sia presentato (Toccafondi aveva provveduto anche a riprendersi il cane che in un primo momento aveva lasciato accanto agli spogliatoi). In considerazione di ciò, l’amministrazione comunale ha proceduto ad eseguire d’ufficio l’ordine di sgombero mediante la forzatura degli ingressi e la sostituzione delle chiavi delle porte di accesso. Poi i tecnici comunali hanno proceduto come previsto alla constatazione dello stato di consistenza e manutentiva dell’impianto e all’inventario dei beni mobili. In tal modo il Comune è rientrato nel pieno possesso dello stadio, così da poterlo rendere di nuovo disponibile a tutta la cittadinanza. In attesa della ricerca di un nuovo gestore, che sarà individuato tramite bando pubblico, il Comune avrà la gestione diretta dell’impianto e le concessioni d’uso saranno valutate e rilasciate secondo i criteri del regolamento degli impianti sportivi dal servizio competente. Tra l’altro durante l’intervento dei tecnici per entrare all’interno dello stadio qualcuno ha segnalato la presenza di Paolo Toccafondi non lontano da via Firenze e precisamente in viale Montegrappa. Il presidente tace, ma promette che parlerà dopo il 12 settembre, quando è attesa la sentenza del Tar sulla mancata concessione dello stadio al Prato. In caso di parere favorevole (per la disponibilità del Lungobisenzio) il Prato potrebbe chiedere al Tar del Lazio il ripescaggio in serie C e in questo caso l’indagine, in corso della Procura di Prato, potrebbe prendere strade non certo positive per l’amministrazione. Se invece il Tar rigettasse il tutto il Prato dovrà pensare a disputare la serie D. L’inchiesta del procuratore Giuseppe Nicolosi sul pasticcio del Lungobisenzio va avanti e giovedì è stato nuovamente sentito come persona informata sui fatti il vicesindaco Simone Faggi, stavolta direttamente dal procuratore. Al centro del colloquio la procedura con cui si è arrivati a negare lo stadio al Prato. — V.T.

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