Gioco
In 42 vanno ad aiutare gli amici terremotati per la festa del patrono
I volontari coordinati da Pro Loco, Misericordia e Caritas tornano a Rovereto sulla Secchia sei anni dopo il sisma
PRATO. Il terremoto c’è stato nel 2012, sei anni fa, e i riflettori sul sisma in Emilia Romagna sono oramai spenti. Ma da allora tra Carmignano e Rovereto sulla Secchia è nata un’amicizia. Così anche quest’anno, lunedì scorso, un gruppo di 42 volontari del comune mediceo c’è tornato, portando tutto il necessario, braccia e vivande, per organizzare nell’ultimo giorno della festa del patrono una cena sotto le stelle con cui raccogliere fondi per le iniziative del paese e quel che ancora rimane da fare per la ricostruzione. Molte case sono infatti state ritirate su, ma la chiesa ad esempio – dove perse la vita l’unica vittima del borgo, il parroco don Ivan che era tornato in chiesa per portare via un quadro – è ancora puntellata.
Nel 2012 il primo viaggio della solidarietà fu messo in piede da Spizzettando, la pizzeria a taglio di Carmignano. Poi il gruppo è cresciuto, con coinvolgimento di Pro Loco (che ha invitato gli emiliani anche a “Calici di stelle” con il loro lambrusco), Misericordia e Caritas. Giovani e giovanissimi assieme, cinquantenni e sessantenni. «È un grande fatica. Si parte la mattina e si torna a casa a notte fonda, alle due o le tre di notte. Ma c’è soddisfazione» raccontano Mauro Bellini e Fiorenzo Drovandi della Pro Loco. Ore a tagliare affettati, preparare primi, brasati e lampredotto, a servire in tavola dove non è mancato naturalmente anche il pregiato vino di Carmignano. In almeno duecentocinquanta hanno partecipato, in un paese – la frazione più grande del comune di Novi di Modena – che prima del terremoto contava più di duemila abitanti ed ora forse un migliaio in meno di meno, dove quasi duecento case sono state abbattute e molte già ricostruite ma alcuni casolari di campagna sono ancora un cumulo di macerie.
Il gruppo mediceo è stato ospite a pranzo delle associazioni che organizzano la sagra, Caritas e Avis in prima fila. «Siamo stati portati anche a visitare un’acetaia, che a Modena sono di casa» raccontano. È la Giusti, la più antica pare del territorio (visto che risale al 1605) ed anche blasonata, medaglia d’argento per un aceto di novantadue anni premiato a Parigi per l’inaugurazione nel 1889 della Torre Eiffel. Alle undici di sera tutti a vedere insieme i fuochi. E poi a casa, stanchi ma orgogliosi. —
WALTER FORTINI.
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