Il Tirreno

Prato

Inchiesta stadio al rush finale. Vannucci: "Interrogatemi"

Francesco Albonetti
I lavori allo stadio Lungobisenzio nel 2017
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I lavori allo stadio Lungobisenzio nel 2017

Prato, l'ex delegato allo sport chiede di essere sentito dalla Procura insieme ad altri due indagati. Rinunciano Toccafondi e Piantini

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PRATO. E’ alle battute finali l’inchiesta sui lavori allo stadio Lungobisenzio, che vede cinque persone indagate per ipotesi di reato che vanno dalla corruzione in atto pubblico al falso ideologico, fino al depistaggio. Hanno chiesto di essere ascoltati dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli che conducono le indagini, Luca Vannucci, ex consigliere delegato allo sport del comune di Prato e consigliere del Pd (è difeso dagli avvocati Rocca e Nigro); il dipendente comunale dei lavori pubblici Francesco Sanzo (legali Bertei e Rocca) e il responsabile del cantiere per conto della Castelnuovo Lavori Giuseppe Mazzeo.

Gli altri due indagati, il presidente del Prato Paolo Toccafondi (difeso da Guarducci), e l'ex dirigente dei lavori pubblici del Comune Luca Piantini (assistito da Terranova) hanno deciso di non essere ascoltati. I tre indagati saranno interrogati nei prossimi giorni, dopodiché la procura procederà con gli eventuali rinvii a giudizio o archiviazioni. Ricordiamo che quella sui lavori allo stadio è il filone secondario dell’indagine a tutto campo partita dall’inchiesta sulla tratta dei baby-calciatori.

Sono indagati di corruzione in esercizio delle funzioni l’ex consigliere comunale delegato allo sport Luca Vannucci e il presidente del Prato Paolo Toccafondi. Vannucci avrebbe ottenuto un’utilità da Toccafondi in cambio del suo impegno per accelerare i lavori di ristrutturazione dello stadio, che doveva essere pronto quanto prima per il nuovo campionato, poi interamente giocato allo stadio di Pontedera. L’utilità sarebbe un’intercessione per ottenere la nomina di coordinatore regionale del settore giovanile e scolastico della Fgci: la persona alla quale Toccafondi si sarebbe raccomandato, a sua totale insaputa, è un dirigente dell’Inter che ricopriva una carica importante a livello nazionale proprio in quel ramo.

Il tutto, secondo quanto ricostruito dalla procura, sarebbe legato ai tentativi di aggiustare in modo postumo le pratiche dei lavori allo stadio dopo le irregolarità riscontrate nel corso di un’ispezione dell’Asl del luglio 2017. E qui vengono coinvolti l’ex dirigente del Comune Luca Piantini, l’impiegato comunale Francesco Sanzo e il referente della Castelnuovo Lavori Giuseppe Mazzeo: tutti  indagati per falso ideologico – i primi due per la parte pubblica, l’altro per quella privata - per aver prodotto carteggi ad hoc in modo da giustificare i lavori in maniera postuma anche se erano senza copertura assicurativa (per questo aspetto Vannucci è accusato anche di omessa denuncia).

Per Piantini c’è anche il falso ideologico per aver prorogato i lavori alla Castelnuovo con una determina dirigenziale di somma urgenza, pur sapendo che dichiarava il falso. Ma non è finita. L’ex dirigente comunale è accusato anche di “depistaggio”, per aver indotto il sindaco a fidarsi di lui e a sbagliare quando Biffoni, dovendo rispondere ad un’interrogazione della consigliera 5 Stelle Silvia La Vita, ha letto in consiglio comunale un documento del dirigente in cui spiegava la vicenda stadio. Vannucci è difeso dagli avvocati Rocca e Nigro, Piantini da Terranova e Sanzo da Bertei.

 

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