Il dolore
I protesti diminuiscono ovunque fuorché a Prato
La provincia è in controtendenza rispetto al dato regionale. Aumento anche ad Arezzo, ma in misura minore
PRATO. Diminuiscono i protesti in Toscana ad eccezione di Arezzo (+10,1%) e di Prato (+25,3%): un altro indicatore della crisi economica che affligge la provincia. Lo si ricava da una ricerca del centro studi della Camera di commercio Maremma e Tirreno.
Nel 2017 i protesti elevati in Toscana sono stati 27.069 per un importo totale di 37.330.710 euro (importo medio 1.379 euro). Come accade ormai da qualche anno, si spiega, risultano in netta diminuzione tendenziale sia il numero, sia il valore. La flessione del numero degli effetti protestati è un fenomeno comune a tutte e dieci le province toscane; anche l'importo totale diminuisce ovunque, ad eccezione di Arezzo (+10,1%) e Prato (+25,3%).
In provincia di Firenze si contano 6.525 protesti (-13,7%) per un importo totale di 9.667.439 euro (-9,3%); l'importo medio di 1.481,60 euro. Sempre nel 2017 in provincia di Grosseto sono stati levati circa 1.900 protesti per un importo totale di oltre 2,2 mln di euro; valori in forte decrescita rispetto all'anno precedente, rispettivamente -13,5% e -24,6%. L'importo medio per protesto ha sfiorato i 1.200 euro. In provincia di Livorno si rileva una diminuzione meno repentina (-7,6%) che altrove per quanto concerne il numero degli effetti, che totalizza la cifra di 2.917; diversamente, si registra una più marcata decrescita per l'importo totale (quasi 2,2 milioni di euro, -17,9%). Il valore medio di un protesto elevato nel Livornese è stato di circa 750 euro, il valore più basso tra tutte le province toscane. Infatti, pur essendo stati elevati a Livorno circa l'11% dei protesti regionali, l'importo degli stessi contribuisce solo al 5,8% del totale toscano.
I protesti (cambiale, assegno e tratta) sono strumenti che hanno progressivamente perso la valenza che avevano in passato, in quanto sostituiti da nuovi e più agevoli "metodi" di pagamento e credito quali, ad esempio, pagamenti online, credito al consumo e cessione del quinto. Ciononostante, viene spiegato, l'insieme dei protesti in un territorio continua a rappresentare un indice del livello di solvibilità del territorio stesso, di fatto un vero e proprio "indicatore di crisi".
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