Attenzione
Il pratese Vitello dirige i Solisti della Scala
"Sto lavorando molto in questo periodo fra l’Italia, la Russia e la Bulgaria. Sto studiando il russo, ma Prato è nel mio cuore"
PRATO. Si è esibito finora tra i più importanti teatri del mondo, quali Carnegie Hall di New York, Seul Art Center a Seul, Teatro Petruzzelli di Bari, Sala Verdi di Milano. Andrea Vitello, musicista quarantenne pratese, si è formato prima alla scuola comunale Verdi e in seguito si è diplomato in pianoforte al conservatorio Frescobaldi di Ferrara e al Martini di Bologna prima di specializzarsi nella direzione d’orchestra presso l’accademia musicale pescarese con il maestro Donato Renzetti. E ora, con la maturità musicale, Vitello è balzato sulla scena del mondo sinfonico italiano e internazionale per la direzione dei solisti della Scala, producendo un cd per la Warner Classic con musiche, fra le altre, di Strawinsky. Già il fatto di dirigere i Solisti della Scala sembra un premio, o l’inizio di una nuova stagione personale, di riguardo, considerato che i Solisti scaligeri sono stati fondati 28 anni fa niente di meno che da Riccardo Muti. Vitello, che comunque già ha diretto per etichette discografiche importanti diversi gruppi e orchestre di prestigio, nel mese di agosto è arrivato ad essere pubblicato anche sulla rivista specializzata “Amadeus”.
«Con i Solisti della Scala è stata un’esperienza molto importante, la qualità di grandi musicisti, un’etichetta poi così importante come la Warner Classic e il fatto che un gruppo di così alte professionalità sia stato fondato da Riccardo Muti e abbia avuto direttori del calibro internazionale come Myung-Whun Chung e Daniel Barenboim, non può che lusigarmi – ammette Vitello – Sto lavorando molto in questo periodo fra l’Italia, la Russia e la Bulgaria, sto studiando il russo e sto conoscendo realtà profonde di cultura musicale e non solo».
Andrea Vitello vive a Prato, città dalla quale non intende allontanarsi. «E’ la mia città, sono nato qui, cresciuto qui e qui ho conosciuto grandi musicisti come Roberto Prosseda, è qui che torno sempre quando ricerco la mia natura, il mio percorso».
L’ultimo lavoro di Vitello con i Solisti della Scala si trova in vendita anche su Amazon, la piattaforma digitale di e-commerce. Ma quello che sembra sempre più importante nella vita artistica del direttore pratese è la sua inclinazione ad essere “ambasciatore” della musica italiana nel mondo e educatore alla musica e alla «grande manifestazione di sentimenti e vibrazioni che la musica può dare», come dice con entusiasmo.
Sul sito web personale, Donato Renzetti giudica il musicista pratese come «uno dei giovani direttori più promettenti della sua generazione», un giudizio che mette in evidenza le capacità di Vitello. E mette in evidenza il suo nome, al quale si lega anche quello di Prato dove Vitello ha mosso i primi passi. Il nome della città che va per il mondo, oltre i cenci, si potrebbe dire. «Il mio sogno – conclude il maestro – è che la cultura musicale e gli strumenti fossero insegnati fin da piccoli nelle scuole elementari. Da lì, infatti, parte tutto».
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