Il Tirreno

Prato

Cartellino rosso della Regione per tintoria e stamperia

Maria Lardara
Una lavorazione in tintoria
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Una lavorazione in tintoria

Due diffide nello stesso giorno per il mancato rispetto delle norme ambientali dopo i controlli effettuati dal personale dell'Arpat

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PRATO.. L’una è una tintoria, l’altra è una stamperia. E tutte e due sono a conduzione orientale. Ma non è questo l’unico denominatore comune delle due aziende.

Sia la tintoria D.L. di via Gestri (San Giusto) che l’Eurostampa di via Traversa Pistoiese hanno ricevuto un provvedimento di diffida della Regione Toscana che porta la data del 22 agosto. E la motivazione è sempre la stessa: mancato rispetto degli adempimenti in materia ambientale previsti per legge. Tutte e due le aziende, che hanno subito un’ispezione del personale di Arpat, hanno un mese per mettersi in regola. Veniamo alle contestazioni di Arpat. Nel caso della tintoria D.L, insediatasi dieci anni fa nei capannoni dell’ex Fidias, la storica rifinizione di San Giusto che chiuse i battenti nel 2013, l’Arpat ha rilevato un elenco di sette violazioni.

Una di queste è il fatto che l’azienda avrebbe scaricato, oltre il limite massimo consentito, i reflui industriali in pubblica fognatura in barba alla separazione fra acque meteoriche e reflui industriali.

Altro capitolo è quello delle emissioni in atmosfera: la tintoria ha installato al primo piano dell’edificio alcune macchine che, secondo la documentazione di cui è in possesso la Regione Toscana, «producono nuove emissioni in atmosfera rispetto al quadro autorizzato».

Gli uffici regionali chiedono inoltre alla tintoria di ridurre di una sostanza come l’ipoclorito di sodio e di gestire il deposito dei prodotti chimici all’esterno in un’area coperta o comunque di dotarsi di strumenti di emergenza in caso di fuoriuscita dei prodotti chimici.

Anche nel caso dell’Eurostampa viene contestato un quantitativo di acqua scaricata ben oltre i limiti (31mila metri cubi all’anno).

La stamperia dovrà inoltre effettuare analisi di emissione facendo particolare riferimento agli idrocarburi bollenti per poi comunicare tutti i dati ad Arpat. «Devono essere rispettate tutte le condizioni per la non contaminazione delle acque meteoriche», si legge fra le righe dell’atto regionale.

Infine, un dato temporale: i provvedimenti di diffida per la tintoria D.L. e l’Eurostampa fanno seguito a due verifiche dell’Arpat che risalgono, in ambedue i casi, all’ottobre 2017. C’è voluto quasi un anno, insomma, perché la Regione prendesse dei provvedimenti. —
 

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