Il Tirreno

Prato

storia di una passione  

Xiaoyun viaggia in cartolina «Meglio dei selfie in ferie»

Maria Lardara
Xiaoyun viaggia in cartolina «Meglio dei selfie in ferie»

L’hobby di collezionare immagini dei luoghi è iniziata sui banchi delle medie  Un modo per far rivivere una consuetudine del passato poco diffusa in Cina

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Quel mare limpido e blu la faceva sognare ad occhi a aperti. Zaino sulla spalla, voglia di libertà e via. Era l’estate perfetta scolpita nella mente di una ragazzina di tredici anni, arrivata in Italia quasi dieci anni prima. Le amiche del cuore al mare e lei nel deserto agostano di Prato, con i genitori al lavoro.

Lo scrigno dei desideri dell’adolescente originaria del Fujian ha la forma di una cassetta di cartone che Xiaoyun Liao custodisce gelosamente. E che ogni anno, pezzo dopo pezzo, diventa sempre più pesante con diverse centinaia di riproduzione di luoghi geografici. Perché una cartolina tira l’altra e Xiaoyun, per gli amici “Xia”, ha la mania di collezionarle.

Una ragazza che viaggia controcorrente nell’era dei messaggi istantanei, dove le cartoline sono ormai una specie in via d’estinzione. «L’ultima mi è arrivata da Mallorca e ne sto aspettando una da Cuba», racconta Xiaoyun, in tasca un diploma del liceo Copernico e un lavoro come impiegata in una banca .

Non è la prima né l’ultima che colleziona le belle immagini col francobollo che hanno accompagnato i più vari tipi di scambi e comunicazione per oltre un secolo. Ma Xiaoyun, che ormai è pratese d’adozione, è una collezionista speciale. È nata nella Terra di Mezzo dove i negozi che vendono cartoline ai turisti si contano sul palmo della mano. È giovane, potenzialmente avvezza ai mezzi di comunicazione più “social”. Ma la vecchia cartolina conserva il suo fascino. «I miei amici lo sanno e me ne spediscono quasi sempre una dai luoghi di villeggiatura». Quando il postino suona alla porta di Xiaoyun, è sussulto al cuore. «Significa che qualcuno mi ha pensato – scherza – Troppo facile scattare una foto e mandarla col telefonino. Chi ti scrive una cartolina lo fa col cuore, si ferma per dedicarti un po’ del suo tempo».

Per non parlare della scrittura a mano. Rivedere quel messaggio “saluti da” in punta di penna, al posto di uno scontatissimo selfie con sfondo di spiaggia e mare, fa sempre un certo effetto.

«La cartolina – sottolinea la giovane – non rappresenta solo l’idea del viaggio ma anche un gesto di attenzione e d’impegno nei tuoi confronti. Cose che di questi tempi non sono così scontate». Poi ci sono le cartoline più inaspettate, le più originali. Come due arrivate dalla Cina, la terra natia così lontana che Xiaoyun ha lasciato da bambina senza più rivederla. Una finestra a colori sullo Zhejiang e un’altra su Nanchino.

«Una di queste – racconta Xiaoyun – è stata scritta in cinese da un amico che è andato a studiare la lingua in Cina e ha pensato bene di lasciarmi un pensiero ironico». Spulciando la sua scatola si scopre che le mete più gettonate sono le capitali europee. Ma il giro del mondo di Xiaoyun fa tappa anche in Sudamerica.

«Quelle che vengono da fuori continente mi fanno sognare di più». Poi ci sono le cartoline che non ti aspetti, perché riproducono luoghi vicini a casa e visitati insieme al fidanzato Giovanni (italiano). «Un po’ di tempo fa eravamo insieme a Bologna: senza che me ne accorgessi mi ha mandato una cartolina da lì».

A proposito di viaggi: Xiaoyun ha la valigia pronta per visitare l’Andalusia. Farà la turista e chissà che anche da lì non ci scappi una cartolina a sorpresa. —



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