Italia
Ascensore a chiamata contro i baby vandali: disabile beffata
La denuncia di un'ottantenne contro i gestori della rassegna cinematografica al Castello dell'Imperatore: "Pretendevano che salissi a piedi per chiedere di metterlo in funzione..."
PRATO. Suo malgrado anche lei è diventata la protagonista di un film, a episodi. Un film ambientato all'ingresso del Castello dell’Imperatore, in estate trasformato in un grande cinema sotto le stelle e dove lei, Anna Massai, vorrebbe andare per godersi una pellicola al fresco. Anna ha ottant’anni e una difficoltà motoria che le impedisce di salire lungo la scalinata del castello, motivo per cui avrebbe bisogno dell’ascensore. Che fino a fine luglio non funzionava ma di recente, in seguito alla segnalazione di questa lettrice al Tirreno, è stato riparato dal Comune.
L’ultima (forse) puntata della storia che ora racconta Anna risale al 9 agosto scorso: "Fiduciosa che questa volta l’ascensore avrebbe funzionato – racconta al Tirreno – ho dovuto constatare il contrario e, arrancando come sempre per la scalinata, sono stata informata dal bigliettaio di questa strabiliante, “fantozziana”, soluzione adottata per usufruire dell’ascensore". Ovvero, quest’ultimo funzionerebbe solo “a chiamata”. In pratica, secondo quanto riferisce la signora, il disabile dovrebbe salire come meglio può fino alla biglietteria e a quel punto il bigliettaio, su richiesta del disabile, dovrebbe dare la corrente all’ascensore per azionarlo.
"Così – lamenta Anna – un disabile dovrebbe scendere e prendere l’ascensore per salire di nuovo in biglietteria". E tutto questo mentre gli spettatori in fila, in attesa di pagare il biglietto, assistevano alla scena. "Sono tornata a casa sconsolata e indispettita – racconta la signora appassionata di cinema – Mi sento di rivolgere uno spassionato consiglio agli amministratori: per favore, togliete da lì l’ascensore, magari di notte quando nessuno vi vede".
In realtà, a ben guardare, sulla cabina dell’ascensore ieri mattina era affisso un cartello che dà istruzioni ben precise alle persone che abbiano necessità di utilizzarlo. Viene riportato un numero telefonico. In teoria, basterebbe quello per avvisare la biglietteria senza chissà quale cenno dalla scalinata. Solo che venerdì 9 il cartello non c’era, quando Anna aveva bisogno dell’ascensore. Forse caduto, mai sostituito e riapparso ieri mattina. Dunque la donna non avrebbe potuto telefonare per avvertire il personale. Una domanda però Anna se la pone, ed è legittima. "L’ascensore dovrebbe essere già attivo dalle 21, orario di apertura dell’arena cinematografica, con la corrente disponibile".
In quel caso però l’ascensore sarebbe a rischio di atti vandalici. "Mi risulta che ora funzioni correttamente", fa sapere l’assessore alla cultura Simone Mangani. L’ascensore c’è, è funzionante ma poco fruibile. A tenerlo sott’occhio, nell’orario dei film, dovrebbe essere il concessionario che ha vinto il bando comunale per la gestione dell’arena estiva. Ovvero, il cinema Terminale. "L’ascensore è stato più volte danneggiato dai ragazzini che di sera giocano in piazza e fanno su e giù – racconta il responsabile Mario Giansanti – In ogni caso, per evitare ogni polemica, terrò la corrente accesa tutte le sere. Sono da solo in biglietteria e la maschera che stacca i biglietti all’ingresso non può controllare anche l’ascensore". Che ora funziona, è vero, ma solo per arrivare fino alla biglietteria e al livello dell’arena. Così, per l’inciviltà dei ragazzini unita a un’organizzazione non proprio efficiente del gestore, i disabili rischiano di rinunciare al cinema.
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