Gioco
Finestre sull’anima di Vieri Il ritorno dell’artista pratese
Seconda esposizione in città per il fotografo che ha girato il mondo con i suoi scatti “Davanti all’anima”s’inaugurerà il 7 settembre alla Campolmi
prato
È un anno fortunato per Francesco Vieri. Se mai fino ad ora aveva esposto nella sua città natale (le sue esposizioni si annoverano in giro per il mondo), nel 2018 sono due le mostre dell’artista a Prato.
La prima, “Zeon” quarta parte del progetto “Uforoblog”, archiviata con successo è del maggio scorso a Officina giovani durante “Prato comics + play”, la seconda è quella prevista a settembre. Un’esposizione che sarà diversa da quella a cui sono abituati quanti hanno ammirato le opere di Vieri.
S’intitola “Davanti all’anima” e sarà allestita presso la saletta Campolmi di via Puccetti (Museo del Tessuto), dal 1° fino al 20 settembre. Orario di apertura: lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 18 fino alle 20 (ingresso gratuito). Il vernissage, però, non si terrà il giorno dell’apertura bensì la sera del 7 settembre alle 21.
«Una data scelta apposta – spiega Francesco Vieri – È la vigilia della festa dei pratesi. Anzi, per me è un piacere enorme esporre questa mia personale all’interno delle iniziative legate agli appuntamenti del settembre pratese». E l’inaugurazione sarà un evento particolare. «In quella data – aggiunge l’artista – ci saranno le performance di Giuseppe Paolella alla chitarra con musiche di Bach e di Emanuela Ersilia Abbadessa, scrittrice e musicologa, che reciterà un monologo da lei composto appositamente per la mia mostra, realizzata in collaborazione con il Comune e Fonderia Cultart».
In ogni esposizione, Francesco Vieri racconta qualcosa. In ‘Davanti all’anima’ vuole rappresentare la leggerezza dell’ipocrisia. «E – aggiunge – per la prima volta le mie foto saranno incorniciate in modo classico e dove la cornice vuole essere la leggerezza mentre le foto l’ipocrisia. Saranno dieci scatti di maschere teatrali in stile veneziano realizzate da un artigiano fiorentino che mi ha dato la possibilità di immortalare le sue opere. Negli scatti queste maschere vedranno un gioco di chiari scuri e saranno contornate dalla cornice che ho voluto in stile barocco, uscendo così per la prima volta, dal Pop». —
AZELIO BIAGIONI
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