Il Tirreno

Prato

LA TESTIMONIANZA 

«Siamo parenti della vicina». La colf li caccia

MARIA LARDARA

Ingannata una coppia di anziani in un condominio di via Livi. Truffa sventata grazie all’intervento dell’assistente ivoriana

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La tavola era ancora apparecchiata. Squilla il campanello quando l’orologio segna le 13 in un condominio di via Livi, a metà della strada. Marito e moglie, 90 anni lui e 88 anni lei, aprono la porta.

Davanti alla coppia, due donne distinte e ben vestite. «Siamo parenti della vicina del piano di sopra: non è in casa e la stiamo aspettando. Possiamo chiedervi un bicchiere d’acqua nell’attesa?».

Si presentano così, con piglio gentile e con abiti eleganti addosso, le due truffatrici. Perché di truffa si tratterà e a raccontare la disavventura in cui sono incappati i genitori è il giorno dopo la figlia Letizia, telefonando al Tirreno per denunciare i pericoli di truffa cui sono esposti in questo periodo gli anziani.

Con una tattica ormai “standard”, una delle due donne cercava d’intrattenere marito e moglie con svariate richieste, aggiungendo al bicchiere d’acqua quella dello zucchero contro la pressione bassa. Nel frattempo, l’altra si dirigeva verso la camera con la scusa di andare in bagno, andando a rovistare nella borsa dell’anziana padrona di casa lasciata sul letto. Fortuna che non ci fossero soldi contanti o portafogli. Il tempo passava e la coppia di anziani iniziava a insospettirsi di quella permanenza troppo prolungata. Ma i due non erano soli in casa.

Nell’altra stanza, era “nascosta” una colf di origine ivoriana intenta a stirare i panni che, lì per lì, non si era accorta dell’ingresso di persone “estranee”, tanto era indaffarata a svolgere il suo lavoro. È stata lei, la donna ivoriana dalla corporatura robusta, a sventare la truffa aiutando gli anziani coniugi a cacciare oltre la porta di casa le due truffatrici. Ce l’hanno fatta ed è andata bene perché niente è stato sottratto ai due anziani. Ma non c’è solo il danno economico.

Resta il senso di mortificazione e vergogna per essere state “prede” di questi balordi. Per questo la figlia, attraverso Il Tirreno, vorrebbe mettere in guardia altre persone che magari potrebbero finire nel mirino di truffatori, complice la solitudine d’agosto. «Quando mio padre mi ha raccontato ciò che è avvenuto ho telefonato alla polizia per segnalare il pericolo nei condomini di via Livi», fa sapere la figlia Letizia che alla fine non ha sporto denuncia visto che, fortunatamente, la truffa è stata sventata. —

MARIA LARDARA

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