Attenzione
Campanella a rischio per venti bambini che non sono vaccinati
Ciambellotti: «Applichiamo la legge». In regola gli stranieri Il caso di un bimbo immunodepresso in una materna statale
prato
I genitori vivevano con l’incubo della malattia. Il livello di difese immunitarie per Francesco, il loro bimbo di tre anni, è basso: il figlio non può essere protetto da morbillo, rosolia e varicella che però, se contratte, sarebbero per lui malattie molto gravi.
Francesco è un nome di fantasia scelto per raccontare una storia vera, quella di un bimbo con deficit immunitario che una preside di Prato ha deciso di non “ghettizzare” solo nelle classi di vaccinati, come propone la ministra alla salute Giulia Grillo.
Il caso è scoppiato a febbraio in una scuola dell’infanzia statale e ora è l’assessora alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti a raccontarlo con tatto e discrezione, dopo aver raccolto la segnalazione di una dirigente scolastica.
Niente classe d’isolamento per il piccolo alunno immunodepresso che, da settembre, potrà correre come tutti gli altri suoi coetanei. Sì perché non solo risultano tutti vaccinati i compagni di classe ma tutto il resto della scuola è in regola con gli adempimenti vaccinali. Chi non lo era s’è vaccinato per proteggere la salute del compagno più debole, rafforzando l’immunità di gregge. Una storia significativa che s’inserisce nell’attuale dibattito sull’obbligo vaccinale, quello che ora slitterebbe all’anno prossimo in base a un emendamento inserito nel decreto milleproroghe e approvato dal Senato (non è ancora passato dalla Camera).
Per il Comune una legge sui vaccini c’è e va fatta rispettare. Senza se e senza ma. Prevede dieci vaccinazioni obbligatorie per potersi iscrivere a scuola. E quindi i bimbi che non sono in regola, in teoria, non potrebbero entrare in classe il 17 settembre prossimo se si tratta di scuola dell’infanzia o, il 3 settembre, se si tratta di un nido pubblico o convenzionato. «Ma anche in pratica – puntualizza l’assessora Ciambellotti – Il Comune rispetta la normativa vigente che è la legge Lorenzin rinnovando ancora una volta la massima disponibilità nei confronti delle famiglie ancora incerte, per la verità ancora poche». Stando agli ultimi calcoli compiuti dall’ufficio scuola nell’incrocio dei dati con l’anagrafe vaccinale della Regione Toscana, mancherebbe all’appello una ventina di bimbi non ancora vaccinati.
Tra gli inadempienti non figurano genitori stranieri che hanno provveduto a regolarizzare i figli anche all’ultimo minuto: la loro inadempienza dipendeva, in realtà, da incomprensioni. «In caso d’incertezza chiederemo chiarimenti alla Regione Toscana e all’Anci – aggiunge la dirigente Donatella Palmieri – Abbiamo il dovere giuridico di rispettare la legge che è quello che abbiamo sempre fatto».
Ad aprile, alla scadenza dell’ultimo termine per mettersi in regola con l’obbligo vaccinale, dopo vari solleciti furono respinti otto bambini su 1200 iscritti ai nidi e materne comunali. Alcuni potrebbero essersi vaccinati poi e rientrare così a scuola, non figurando dunque nell’elenco dei venti bambini ora a rischio di esclusione. A Prato, come nel resto della Toscana, è stata creata un anno fa l’anagrafe vaccinale che permette di incrociare gli elenchi dei Comuni e degli istituti comprensivi statali con quelli dell’Asl, evitando per le famiglie l’aggravio di dover presentare una certificazione. —
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