Sicurezza
Inchiesta sul Panificio Toscano e i rapporti con le cooperative
La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo dopo un’informativa della Finanza L’ipotesi è che le coop siano state create per risparmiare sui costi di produzione
PRATO
Ancor prima che si accendessero i riflettori della cronaca sul Panificio Toscano, al centro di una dura vertenza sindacale che domenica notte è culminata nello sgombero forzato di un picchetto di lavoratori davanti allo stabilimento di via Onorio Vannucchi, la Procura di Firenze aveva iniziato a indagare su presunte irregolarità nei rapporti tra il Panificio e alcune cooperative, tra cui la coop Giano, che di fatto fornisce il personale impiegato nei punti produttivi di Prato e Collesalvetti.
Tutto è iniziato con una verifica fiscale compiuta dalla guardia di finanza, che ha mosso alcuni rilievi di carattere tributario e poi ha inviato un’informativa alla Procura fiorentina (in quanto la sede legale della società è nel capoluogo) ipotizzando reati penali della cui natura al momento non è dato sapere.
Le indagini iniziate dal Nucleo di polizia tributaria, infatti, sono ancora in corso e dal Comando provinciale di Firenze si limitano a confermare l’esistenza dell’inchiesta senza fornire altri particolari.
Scorrendo la comunicazione di notizia di reato inviata in Procura, comunque, si può capire di cosa si sta parlando, e cioè del fatto che alcune cooperative usate per abbattere i costi di produzione, tra cui la coop Giano, sarebbero una diretta emanazione del Panificio Toscano.
«Il Panificio Toscano - si legge nell’informativa - ha gestito alcune cooperative al punto tale da prevederne e governarne tutte le fasi, a partire dalla costituzione, all’individuazione del consorzio a cui affiliarle a seconda dell’anno, alla messa a disposizione delle provviste finanziarie necessarie per far fronte alle spese di costituzione e di ordinaria gestione, all’individuazione di amministratori “teste di legno”, alla tenuta e conservazione dei libri sociali e, financo, alla redazione di atti societari».
Questo, secondo la Finanza, vale soprattutto per la cooperativa Giano, di cui l’informativa ripercorre le fasi di costituzione, dall’estate del 2015 ai primi mesi del 2016.
Ma perché il Panificio Toscano si sarebbe adoperato per costituire le cooperative su cui ha messo gli occhi la Finanza? L’ipotesi è che lo abbia fatto per risparmiare sul monte stipendi, beneficiando di più favorevoli condizioni fiscali applicate alle cooperative, come sospettano anche alcuni degli operai che domenica notte hanno tentato di impedire l’uscita dei furgoni dalla ditta di via Vannucchi e che giovedì hanno fatto un presidio davanti al supermercato Coop di via Valentini (l’Unicoop Firenze è il principale cliente del Panificio).
Se questo sia anche un reato sarà la Procura a stabilirlo. Al momento si sa soltanto che non è stato inviato alcun avviso di chiusura indagini e gli accertamenti continuano a fari spenti.
PAOLO NENCIONI
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
