Il dolore
Spuntano i turisti in centro «Dov’è il bagno pubblico?»
Anche i commercianti si lamentano della carenza di servizi igienici dentro le mura Prevista una toilette in via Cairoli ma il progetto del Comune è fermo dal 2016
PRATO
Tre turisti francesi sfogliano la mappa del centro storico. Passeggiano gli anziani con il gelato in mano. Giocano i bambini che magari sono già stati in vacanza e ed escono al fresco per scorazzare in piazza delle Carceri.
Se scappa la pipì, è un problema per tutti. Le alternative non sono molte: o si entra in uno dei pochi bar con la toilette che da qui a metà agosto non vanno in ferie (magari consumando un caffè), oppure si cerca di trattenere la vescica fino al rientro a casa. Maleducati e incivili non si fanno problemi a fare i bisogni per strada da una certa ora in poi, quando i vicoli del centro si trasformano in orinatoi a cielo aperto.
Dei bagni pubblici in centro, del resto, nemmeno l’ombra. E la domanda più imbarazzante che un turista può rivolgere a un commerciante (senza toilette nel negozio) è: «Scusi, dove sono i bagni pubblici? ». Lui, il negoziante, tenderà a dare risposte vaghe e poi ad ammettere candidamente che non esistono bagni pubblici in centro. Perché è così: la carenza di servizi igienici a si avverte soprattutto in piena estate, quando si fanno vedere più turisti in centro per visitare le nostre bellezze artistiche.
«Manca un servizio per la collettività, questo è innegabile – fa notare Stefano Brogi della centralissima gelateria del Corso – Quando i turisti che entrano in gelateria mi chiedono dov’è la toilette pubblica devo indirizzarli verso un ristorante o un locale che abbia i bagni». I suoi colleghi, quelli che hanno la toilette, fanno anche troppo. «Mettiamo a disposizione il gabinetto – racconta un commerciante del centro che resterà aperto per tutto il mese di agosto – anche a chi non è nostro cliente». Dovrebbe pensarci il Comune e una volta, dentro le mura, funzionavano tre bagni pubblici: vicolo dei Manassei, piazza Lippi e piazza Mercatale. Chiusi tutti fra il 2013 e il 2016 per ragioni di sicurezza: i bagni venivano utilizzati spesso dai tossicodipendenti per iniettarsi l’eroina.
Il Comune però un progetto nel cassetto ce l’ha, dal giugno 2016: era prevista la realizzazione di due bagni (predisposti anche per le persone diversamente abili) con un angolo di “baby pit stop” per le mamme con neonati nella vecchia sede della rete civica, in via Cairoli.
La spesa per i lavori è inserita nel bilancio come voce specifica d’investimento (si parla di circa 80mila euro) solo che l’intervento è slittato di quasi due anni.
«Il motivo di questo ritardo – spiega l’assessore al centro storico Filippo Alessi – è che il fondo contiguo ai locali dove sorgeranno i bagni pubblici è in via d’acquisizione da parte della prefettura: i loro spazi avrebbero gli impianti in comune con quelli dei futuri bagni. Occorre dunque rifare l’impiantistica e renderla indipendente». Entro la fine dell’anno il Comune dovrebbe appaltare i lavori. —
MARIA LARDARA
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