La manifestazione
Spese in aumento e smaltimento abusivo se continua l’impasse
PRATOLa sentenza del Tar della Lombardia ha bloccato l’attività di alcuni impianti dove venivano conferiti da Gida i liquami civili, oggetto della depurazione: ai fanghi trattati è stato impedito l’ut...
PRATO
La sentenza del Tar della Lombardia ha bloccato l’attività di alcuni impianti dove venivano conferiti da Gida i liquami civili, oggetto della depurazione: ai fanghi trattati è stato impedito l’utilizzo in agricoltura; questo blocco ha avuto una ricaduta pure sul sistema di gestione dei condomini pratesi. Le misure di emergenza prese da Gida e dalla Regione consentono, nel mese di agosto, lo smaltimento di quote minime di liquami, ma l’emergenza è solo tamponata con una “toppa” messa su una falla che a settembre rischia di allargarsi. «Urgono soluzioni definitive e non temporanee – spiega Massimo Zinna, gestore di condomini per Zetacasa srl – A Prato lo smaltimento dei fanghi dalle abitazioni, al ritorno dalle vacanze, potrebbe segnare un grave peggioramento della situazione». Le esigenze di smaltimento si fanno meno pressanti nei giorni in cui la città si spopola per le ferie, al contrario tra poche settimane con i rientri la situazione diventerebbe assai meno gestibile. «Se l’emergenza persiste il rischio è il rincaro dei costi di smaltimento – sottolinea Zinna – le imprese si troveranno costrette ad accollare agli utenti la maggiorazione delle spese per il servizio». Un problema non da poco: con le ditte di svuotatura pozzi neri costrette ad emigrare lontano per la depurazione dei rifiuti, i costi dei servizi lieviterebbero, proprio a discapito di chi nei condomini ci abita. «Per noi gestori è molto difficile far fronte alle richieste dell’utenza e informarla sul reale stato dell’emergenza - aggiunge Zinna – In questi ultimi anni, la crisi economica ha messo in difficoltà molti condomini nel far fronte alle spese, ogni nuova spesa che aggrava il bilancio è motivo di “sofferenza”; basti pensare all’aumento delle spese sostenute per la gestione dei rifiuti solidi urbani con i bidoni della raccolta differenziata, i nostri utenti sopporterebbero con fatica un ulteriore ricarico dei costi di gestione liquami a loro danno». In mezzo a tutto questo caos Massimo Zinna e alcuni i suoi colleghi si stanno prodigando per assistere l’utenza nel bel mezzo dell’emergenza: «Come amministratori di condominio ci troviamo costretti a fronteggiare problematiche di smaltimento che non dipendono da noi, ma siamo in prima linea ed operiamo in contatto con gli operatori professionisti perché si possa tornare alla normalità». L’altro campanello d’allarme scatta per le possibili conseguenze ambientali dovute allo “smaltimento d’emergenza”: la possibilità cioè che possa prendere campo un giro di smaltimento non rispettoso delle regole, a danno degli utenti e delle tante ditte professioniste che operano nel rispetto della legge. —
VITTORIO VANNUCCI
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