Attenzione
Sacerdote minacciato e derubato delle offerte
In due col volto travisato hanno aspettato che il parroco dei Santi Martiri rientrasse a casa per farsi aprire la cassaforte contenente circa 1.000 euro
prato
«Ormai noi parroci siamo presi di mira, siamo diventati dei bancomat. Riceviamo visita una volta l’anno». E non è certo una visita di cortesia a far sbottare così il parroco della chiesa dei Santi Martiri, in via delle Medaglie d’Oro.
Nel 2016 gli rubarono 500 euro, stavolta al parroco è andata peggio: in un colpo solo sono andati in fumo mille euro, tutte le offerte dei fedeli sigillate in una busta. I rapinatori sono sbucati all’improvviso, in due e col volto travisato.
Erano le 23.30 di sabato e don Gianni Gualtieri stava rientrando a casa. Ha aperto la porta ed è stato affrontato dai due banditi, due giovani con accento apparentemente dell’Est. Non avevano armi, ma hanno minacciato il prete chiedendogli di entrare nella canonica. Una volta dentro gli hanno chiesto di farsi aprire la piccola cassaforte nella quale sono custodite le offerte. «Non mi sembravano tanto esperti, uno dei due consigliava all’altro di coprirsi con il passamontagna», racconta a freddo padre Gualtieri.
I due malviventi si sono fatti consegnare tutti i soldi della cassaforte, circa mille euro in contanti. Per fortuna in quel momento don Gianni non era da solo in casa. Con lui c’era il vice parroco che, accorgendosi della presenza dei rapinatori, ha avvertito telefonicamente in un’altra stanza. «Una pattuglia di carabinieri è arrivata subito sul posto ma a quel punto i rapinatori si erano dileguati – racconta il parroco – Cercavano dei bracciali d’oro ma non hanno trovato niente. Mi hanno portato via anche un orologio che per me, al di là del valore economico, racchiudeva dei ricordi personali».
I banditi hanno lasciato alcune tracce. Poche, ma è su quelle che i carabinieri stanno indagando per risalire agli autori della rapina. Non è per niente da escludere che conoscessero le abitudini del prete.
Di certo erano già stati in quella casa per sapere, a colpo sicuro, che c’era una piccola cassaforte da depredare, seppure con cifre modeste per una rapina.
In quei dieci minuti in cui è rimasto insieme ai malviventi, Don Gualtieri se l’è vista brutta ma a furti e rapine si è tristemente abituato in tutti questi anni. «Quattro volte dal 2013, da quando guido questa parrocchia. Qualche volta riesco a mandarli via, stavolta non ce l’ho fatta».
Purtroppo non aiuta la posizione della parrocchia incastonata tra via del Cilianuzzo e via delle Medaglie d’Oro, tra le case e i giardini. La canonica del prete è circondata da un fazzoletto di verde che è poco illuminato. Ma il parroco la prende con filosofia: «Di certo non posso tenere dei fari puntati sul mio giardino quando è buio».
Don Gualtieri è molto conosciuto e stimato in città. Non solo fra i parrocchiani, ma anche per l’attività di insegnante e per le cariche che ricopre nella diocesi di Prato: è direttore dell’ufficio regionale per l’evangelizzazione e la catechesi e assistente della Fuci. —
FRANCESCO ALBONETTI
MARIA LARDARA
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