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il caso 

«Quella fondazione deve cambiare nome»

«Quella fondazione deve cambiare nome»

Anche i consiglieri comunali di maggioranza e il M5S contro l’idea della famiglia Zini: «Intitoliamola a Elisa»

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PRATO

«La Fondazione in difesa delle donne in difficoltà deve portare il nome di Elisa Amato». Queste le parole dei consiglieri di maggioranza (Pd, LeU e Biffoni per Prato) che, oltre ad essersi attivati per firmare la petizione promossa da un’amica di Elisa Amato, la trentenne pratese uccisa dall’ex fidanzato Federico Zini a colpi di pistola nella notte tra il 25 e il 26 gennaio in via Brasimone, hanno espresso in modo unanime il desiderio di veder nascere un movimento benefico che porti il nome della giovane.

«Per quel che può servire lanciamo un appello alla famiglia Zini affinché, pur non abbandonando l’idea di fare del bene – aggiungono i consiglieri di maggioranza – rivalutino la scelta del nome da dare alla Fondazione. Lo merita la famiglia di Elisa, la sua memoria e quella di tutte le donne che sono state uccise per mano degli uomini che avevano a fianco. Inoltre stiamo anche lavorando ad una mozione da presentare al prossimo consiglio comunale, in modo da poter rafforzare ancor di più questa volontà».

Sulla vicenda interviene anche il gruppo dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. «Non possiamo che unirci all’ondata d’indignazione suscitata dalla notizia che la famiglia di Federico Zini voglia intitolare al figlio una fondazione per le vittime di femminicidio – scrivono una nota che hanno diffuso ieri – Pur comprendendo l’enorme dolore della famiglia di fronte a una simile perdita, unita al gesto assurdo maturato del giovane prima di suicidarsi, troviamo assolutamente inopportuna questa volontà, come è stato sottolineato anche dagli esponenti dei centri anti-violenza della Toscana, in primis quelli di Prato e San Miniato. Ci auguriamo che i familiari facciano una attenta riflessione su tutto questo e tornino sui propri passi».

Nei giorni scorsi, come detto, era stata un’amica di Elisa, dopo aver appreso dell’iniziativa della famiglia Zini, a lanciare una petizione contro la volontà di intitolare la fondazione al nome del giovane omicida. Una petizione che in 24 ore ha raccolto mille firme.

«Una fondazione del genere non può portare il nome di uno dei carnefici che ha stroncato la vita ad una ragazza che l’aveva ancora tutta davanti. Portandosela via senza alcun motivo, e distruggendo una famiglia dal dolore, assieme a tutte le persone che l’amavano» si legge nell’appello a sostegno della raccolta di firme. —

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