La manifestazione
Picchia e violenta la moglie per anni col ricatto
Albanese di 31 anni minacciava la connazionale di riferire alle autorità il suo status di irregolare. È stato arrestato
PRATO
Oltre a maltrattare da anni la moglie e la figlia avuta da una precedente relazione, ricattava la donna perché irregolare sul territorio italiano. A conclusione delle indagini, un albanese di 31 anni è stato arrestato dalla squadra mobile della questura su richiesta della Procura di Prato e condotto in carcere. La vittima, dopo aver denunciato i fatti tenuti nascosti per anni sotto il ricatto di una “soffiata” alle autorità, è stata inserita insieme alla figlia in una struttura protetta. L’arresto è avvenuto nella giornata di giovedì.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti della seconda sezione della squadra mobile della questura di Prato, l’albanese nutriva nei confronti della moglie una gelosia ossessiva, sottoponendola a minacce, vessazioni e maltrattamenti ormai da qualche anno.
Nel corso delle attività investigative è emerso che il trentunenne albanese, in possesso di un regolare permesso di soggiorno a differenza della moglie e della figlia di quest’ultima, picchiava, minacciava e ingiuriava la donna ogni qual volta riceveva messaggi o telefonate da altre persone, che nella sua ossessione reputava essere suoi amanti.
Durante le indagini è emerso anche che in alcune occasioni l’uomo abbia costretto la moglie a subire atti sessuali contro la sua volontà, con la pretesa di poterlo fare in qualità di coniuge. A questo si aggiungono le minacce continue di denunciare alle autorità la posizione irregolare sul territorio nazionale della vittima. In questo modo, non volendosi rassegnare in alcun modo, la costringeva a continuare il rapporto nonostante lei non ne volesse più sapere a causa delle continue violenze.
Si spiega così il fatto che la donna abbia continuato a subire in silenzio questa situazione per anni senza denunciare il marito. Almeno fino ai giorni scorsi, quando la vittima della violenza di genere, esasperata e non volendo più fare assistere la figlioletta alle scenate di gelosia, non ha trovato il coraggio ed ha raccontato tutto alla polizia.
Dalla seconda sezione della squadra mobile, impegnata da tempo nella violenza di genere e nella difesa delle categorie più deboli ed esposte, come giovani ed anziani, arriva l’invito a rivolgersi al numero verde nazionale 1522, da contattare per avere informazioni sui centri anti-violenza più vicini alla persona offesa. —
FRANCESCO ALBONETTI
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