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«Diamo un servizio Ora stiamo cercando qualche alternativa»

M.L
«Diamo un servizio Ora stiamo cercando qualche alternativa»

pratoLa quantità che arriva è di 200mila metri cubi all’anno: le ditte di spurgo raccolgono i liquami e li conferiscono all’impianto di Baciacavallo che, a sua volta, li tratta e li depura...

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La quantità che arriva è di 200mila metri cubi all’anno: le ditte di spurgo raccolgono i liquami e li conferiscono all’impianto di Baciacavallo che, a sua volta, li tratta e li depura trasformandoli in fanghi per altre destinazioni. Questo ha sempre fatto Gida (oltre a gestire la rete dell’acquedotto industriale) e questo non potrà fare più dal 6 agosto. Ha le mani legate, per via di una recente sentenza del Tar lombardo.
«Avremmo chiuso i nostri impianti il 13 agosto per dieci giorni, come avviene tutti gli anni – spiega il direttore di Gida Simone Ferretti – Quest’anno però anticipiamo la chiusura al 6 agosto, in attesa di sviluppi della situazione. Non facciamo altro che ottemperare al provvedimento del Tar». Perché. in fondo, anche Gida è alla ricerca di un’alternativa, come le ditte di spurgo. Quella dei liquami prodotti dalle fosse biologiche è una filiera che sta in piedi solo se si tengono insieme tutti i pezzi. «Una filiera che dà un servizio e che siamo i primi a voler gestire nell’ottica di un’economia circolare», aggiunge Ferretti.

Serve probabilmente che anche la Toscana si doti di impianti propri per evitare che i fanghi vengano trasportati in Lombardia. Ma ora serve di più affrontare l’emergenza, da lunedì prossimo. —

M.L



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