Il Tirreno

Prato

LAVORO a rischio 

Cade e batte la testa dal “Balli” Luglio nero con dieci infortuni

Maria Lardara
Cade e batte la testa dal “Balli” Luglio nero con dieci infortuni

La vittima stava lavorando per una ditta esterna nella fabbrica di via Bologna Allarme della Cgil: «Sui cantieri edili si vedono lavoratori con le infradito»

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Mancano le statistiche dell’Inail. E finora, per fortuna, non c’è scappato il morto. Ma non bisogna aspettare l’ennesima disgrazia per far squillare il campanello d’allarme.

L’ultimo è suonato ieri mattina nella storica fabbrica Balli: un operaio di 59 anni è stato soccorso in codice rosso e trasportato all’ospedale Santo Stefano. Non era un dipendente del lanificio ma lavorava per una ditta esterna. È caduto da una scala, mentre montava alcuni scaffali, picchiando violentemente la testa. È il decimo infortunio sul lavoro nell’ultimo mese e mezzo. E il mese di agosto, che per tutti non fa rima con vacanza, è appena iniziato.

Cantieri edili, aziende di produzione alimentare, officine meccaniche, impianti di rifiuti: l’estate nera di Prato e provincia sul fronte degli infortuni sul lavoro ha inizio a metà giugno, quando uno studente di 17 anni perde la falange del quarto dito. Maneggiava un trapano all’officina “Pi-Esse-Ti” di Montemurlo dove stava svolgendo il tirocinio nell’ambito del programma “Alternanza scuola-lavoro”. Una settimana fa un operaio edile ha fatto un volo di tre metri dal tetto di un’abitazione che stava riparando a Comeana: solo l’atterraggio “soft” sul divano di casa ha impedito il peggio. E poi la bottiglia di acido “scoppiata” in faccia a un dipendente di Gastronomia Toscana prima di pulire un forno alimentare.

«Non è solo una sensazione – ammette Juri Meneghetti, sindacalista della Filctem Cgil pratese e membro del coordinamento salute e sicurezza della Camera del Lavoro – Gli infortuni sul lavoro stanno aumentando. E il trend pratese ricalca quello nazionale. Quello che emerge è un mix di fattori che, se combinati al mancato rispetto delle norme di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, formano una miscela esplosiva. Da una parte, si assiste a una ripresa del lavoro in determinati settori, spesso frammentato e con la necessità di rispettare scadenze e tempi di consegna brevi. D’altra, il ricorso a contratti sempre più precari con cui vengono inquadrati i lavoratori che non danno tempo e modo di formare questi ultimi rispetto alle norme sulla sicurezza».

Spesso gli incidenti trovano terreno fertile nell’edilizia, complice una timida ripresa del mattone in atto nell’ultimo periodo. «E non sempre tutti vengono denunciati. Il problema è che viene sottovalutata l’importanza della prevenzione». C’è la ripresa e c’è il caldo. E quando è caldo, si sa, non si sopporta nulla addosso. In estate capita di vedere persino muratori con le infradito al lavoro sui tetti. «Sì, purtroppo nel 2018 capita anche questo – sottolinea Emilio Testa, segretario della Fillea Cgil pratese –. Ma l’incoscienza del lavoratore deve essere gestita da chi è responsabile della sua sicurezza». —



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