Italia
«Una fondazione a nome dell’assassino non deve nascere»
Viola Erbucci, amica di Elisa Amato uccisa dall’ex fidanzato raccoglie le firme on line e anche al Bar Guava in via Mazzini
PRATO
Da lunedì scorso si può firmare la petizione online sul sito buonacausa.org e da ieri anche quella cartacea nel Bar Guava in via Mazzini a Prato. «E presto diremo anche dove sarà possibile firmare a San Miniato e a Pisa». Viola Erbucci ne ha parlato con la sorella e con i genitori di Elisa Amato la sua amica uccisa a fine maggio scorso a colpi di pistola dall’ex fidanzato Federico Zini, ed ha deciso che quell’iniziativa di creare una fondazione a nome dell’assassino per raccogliere fondi contro la violenza di genere, proprio non si deve fare. «No al nome di F. Zini su una fondazione anti-violenza», questo il titolo per la raccolta delle firme. Obiettivo raccoglierne diecimila in quaranta giorni e solo il primo giorno ha visto la sottoscrizione di circa mille persone.
«Dare il nome di una persona ad una fondazione significa voler onorare quella persona - dice Viola Erbucci - In questo caso quindi, si vuole onorare un assassino. Uno che ha fatto un gesto inaccettabile. Io capisco il dolore dei suoi genitori e dei famigliari, ma ci vuole rispetto anche per chi la morte l’ha subita. Elisa voleva vivere, lui invece l’ha uccisa e poi ha scelto di suicidarsi».
«Ho visto in un video le immagini del funerale del ragazzo e non mi era piaciuto neppure l’applauso che gli amici gli avevano rivolto davanti alla chiesa - continua Viola - Ma nel rispetto del dolore altrui non ho detto nulla. Ora però si esagera. Quella fondazione non deve nascere, sarebbe anche poco educativo nei confronti di ognuno di noi, come persone, come cittadini, come madri, padri, figli, nonni».
Viola Erbucci ed Elisa Amato si erano conosciute circa cinque anni fa quando entrambe lavoravano al centro commerciale I Gigli. «Siamo diventate subito molto amiche - dice Viola - Ci raccontavamo tutto ed abbiamo fatto molti viaggi insieme. Dividevamo le stesse passioni. Quando il suo ex l’ha uccisa non volevo crederci, mi sembrava impossibile. Eppure è successo. E ora questa fondazione intitolata a chi l’ha uccisa è davvero una cosa da non credere. Ho parlato con i genitori e la sorella di Elisa. Sostengono la mia iniziativa anche se preferiscono rimanere nell’ombra. Il loro dolore è già grande così». Chi vuole può andare a firmare la petizione cartacea al Bar Guava in via Mazzini, ma presto si potrà farlo, come detto anche a San Miniato e Pisa. «A San Miniato c’è l’ex assessore Catalanotto che mi ha dato subito pieno appoggio e a Pisa ci sono gli ex amici di università di Elisa pronti a raccogliere le firme». —
PASQUALE PETRELLA
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