Gioco
Don Paolo conferma i toccamenti La Procura chiede la custodia in carcere
Il sacerdote interrogato per un’ora e mezzo dal giudice per le indagini preliminari. Accertamenti sui genitori della bimba
prato. Don Paolo Glaentzer aspetta nella canonica di San Rufignano a Sommaia, alle pendici del Monte Morello, di sapere quello che sarà di lui. Se cioè rimarrà lì agli arresti domiciliari in attesa del processo o se invece finirà in carcere, come ieri ha chiesto il pubblico ministero Laura Canovai, titolare delle indagini sul sacerdote settantenne arrestato lunedì sera dai carabinieri a Calenzano con l’accusa di violenza sessuale aggravata su una bambina di dieci anni.
Ieri mattina don Paolo è stato accompagnato dai carabinieri in Tribunale a Prato, dove si è sottoposto all’interrogatorio di garanzia davanti al gip Francesco Pallini. Teoricamente poteva avvalersi della facoltà di non rispondere, ma aveva già detto molto, forse tutto, due giorni prima al sostituto Canovai. E cioè che i palpeggiamenti durante i quali è stato sorpreso lunedì sera da un vicino di casa della bambina non erano i primi. Che c’erano stati altri incontri nella sua auto con la bambina.
Due giorni prima aveva aggiunto che non era stato lui a prendere l’iniziativa, una difesa debole, se non inesistente, anche se poi mercoledì ai cronisti che lo cercavano aveva mormorato che i giornali esagerano e che bisognava aspettare gli sviluppi delle indagini. Sviluppi che ci saranno, ma che a questo punto potranno riguardare l’ambiente familiare nel quale è cresciuta la bambina.
Non a caso il giudice Pallini durante l’interrogatorio di garanzia al secondo piano del Palazzo di giustizia ha chiesto a don Paolo se per caso in qualche maniera i genitori avessero “offerto” la figlia alle sue attenzioni. Il sacerdote ha risposto di no, aggiungendo che la bambina aveva preso l’abitudine di andare a giocare sulle sue ginocchia.
Dunque ulteriori accertamenti verranno compiuti sui familiari della bambina, anche se al momento non ci sono indagati oltre al sacerdote.
I vicini di casa ricordano di aver segnalato più volte movimenti strani intorno all’abitazione dove la bambina vive insieme ai genitori e a tre fratelli. Nel 2013 il Tribunale dei minori di Firenze li aveva tolti alla famiglia e affidati a una casa protetta, ma tre anni dopo i genitori hanno vinto il ricorso, si dice anche grazie alla testimonianza di don Paolo (circostanza al momento non confermata) e avevano ottenuto il riaffidamento provvisorio dei figli nonostante il parere contrario del Tribunale dei minori e dei servizi sociali del Comune di Calenzano.
All’interrogatorio di garanzia era presente anche l’avvocato difensore di don Paolo Glaentzer, Valeria Fontana, che si è opposta alla richiesta di custodia cautelare in carcere formulata dalla Procura. Secondo l’avvocato Fontana gli arresti domiciliari sono più che sufficienti per garantire le esigenze che stanno a cuore alla Procura, e cioè di evitare la reiterazione del reato, il pericolo di fuga e l’inquinamento probatorio. Il gip deciderà oggi. — P.N.. SERVIZIO A PAG. 11.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
