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Prato

Biffoni contro Toccafondi: "Il Prato va venduto tutto" - Video

Vezio Trifoni
Giuseppe De Luca e Paolo Toccafondi in conferenza stampa
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Giuseppe De Luca e Paolo Toccafondi in conferenza stampa

Sindaco infuriato per gli ultimi sviluppi delle trattative con il gruppo canadese: "Nessuno mi ha avvertito delle novità, adesso pretendo impegni scritti"

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PRATO. «L'istituzione non è un autobus. Bisogna rispettarla. Non è che quando uno ha bisogno di una mano viene dal sindaco e poi quando cambiano le carte in tavola non informa l'amministrazione».

Matteo Biffoni è arrabbiato. «Bisogna avere rispetto del mio lavoro perché in questo momento rappresento la città. Per ora confermo il recesso e la non disponibilità dello stadio per il Prato. Ma se entro giovedi (oggi, ndr) mi arriva una pec, una mail o una scrittura dove viene certificato che il Prato viene ceduto al 100% al gruppo canadese allora posso andare a Roma per sistemare la situazione legata allo stadio». Il riferimento a Roma è relativo alla comunicazione già inviata dal sindaco alla Lega di serie C sulla disponibilità dello stadio. Il riferimento al 100%, invece, è legato alle voci secondo le quali Toccafondi, che all'inizio aveva promesso di cedere tutte le quote sociali, in realtà vorrebbe privarsi solo del 50% della società. In questo caso l'avvocato Romano diventerebbe un suo socio, cosa ben diversa.

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La diatriba riguarda il futuro del Prato calcio e vede contrapposti il proprietario della società Paolo Toccafondi e il sindaco Matteo Biffoni. Nelle vesti di compratore, il gruppo italo canadese presieduto dall'avvocato Joseph Romano e che ha nell'amico Giuseppe De Luca l'interlocutore pratese. Una trattativa, quella tra i canadesi e Toccafondi, che sembrava destinata ad arenarsi, ma che invece è proseguita, evidentemente all’oscuro del sindaco. Il quale ha in mano un’arma letale: lo stadio Lungobisenzio, che non intende più mettere a disposizione della società. E senza stadio, niente Serie C.

«È vero, non abbiamo informato il sindaco, ma era una trattativa privata - spiega Giuseppe De Luca, al fianco di Toccafondi durante la conferenza stampa in via Tacca - poi martedì Romano ha mandato il bonifico di un milione di dollari canadesi (circa 650 mila euro) per dare continuità».

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«Sono deluso perché la famiglia Toccafondi - aggiunge Paolo - in due giorni è riuscita a procurarsi i 950mila euro necessari per l'accordo e per far sì che si potesse proseguire nella trattativa. Abbiamo dimostrato con i fatti cosa vuol dire amare questa città e questa squadra. L'Ac Prato è del 1908 ed ha numero di matricola 39560. Se non si potrà completare la domanda di ripescaggio al prossimo campionato di serie C per la non disponibilità dello stadio, andrò per vie legali per il danno subito. Avevo detto che smettevo e poi mi sono ritrovato a mettere quasi un milione per questa squadra che amo».

Il problema è che il sindaco aveva accettato il mandato per trovare un compratore a patto che Toccafondi uscisse definitivamente, cedendo cioè il 100% delle quote della società. Clausola, quest’ultima, che le ultime trattative tra l’attuale presidente e il gruppo canadese paiono aver ignorato. «Io venerdi (20 luglio, ndr) ho saputo da Paolo Toccafondi che tutto era saltato - continua Biffoni - poi lunedi ascolto Romano che mi dice che si va avanti mentre Toccafondi mi dice che non è arrivato niente. E dopo che ho inviato la lettera di recesso dello stadio, mi viene recapitato un bonifico di un milione di dollari canadesi che conferma che la trattativa va avanti. Perché nessuno mi ha detto che l'accordo era cambiato ?»

Romano sarà qui la prossima settimana e De Luca si dice possibilista sul chiudere la trattativa. Ma Biffoni tiene duro. «Continuo e non cambio idea anche perché ad altri interlocutori ho detto di no - conclude Biffoni - e il sindaco, in questo caso la città, deve sapere che la cessione deve essere al 100%».

 

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