Proteste
Bancarotta ex Mabro Assolto Barontini
GROSSETO. Tutti assolti al processo con il rito abbreviato per la bancarotta di ex Mabro. O perché i fatti contestati non sussistono (fallimento Royal Tuscany Fashion Group spa) o anche (fallimento...
GROSSETO. Tutti assolti al processo con il rito abbreviato per la bancarotta di ex Mabro. O perché i fatti contestati non sussistono (fallimento Royal Tuscany Fashion Group spa) o anche (fallimento Abbigliamento Grosseto) per non aver commesso il fatto.
Chiuso così il secondo atto davanti al giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna (il primo atto si era concluso l’altro giorno con il proscioglimento di Maurizio Santoro e il rinvio a giudizio di Maurizio Favilli, Giorgio Benassi, Franco Bosco e Gianluca Mauro - udienza a ottobre davanti al collegio) che ha respinto le richieste di condanna dei nove imputati, amministratori delle società, con incarichi differenziati: Antonio Di Pietrantonio, Filippo Invitti (per entrambi il pm Salvatore Ferraro aveva chiesto 4 anni), Alessandro Francesco Giudice, Domenico, Morabito, Graziano Ufrasi (3 anni per ciascuno), Riccardo Losi, Pierluigi Sterzi, Maria Luisa Campise e infine Andrea Barontini (2 anni). Tutti sono stati assolti dai due capi di imputazione del procedimento del 2011, relativi al bilancio 2009 (all’epoca la società si chiamava ancora Movies spa, la trasformazione è del luglio 2010): il primo la bancarotta, il secondo (per il quale il pm aveva chiesto il non doversi procedere per estinzione per prescrizione) la truffa, contestata a Di Pietrantonio, Invitti, Giudice, Morabito, Ufrasi, Losi, Sterzi e Campise. Di Pietrantonio e Invitti sono stati assolti anche da ulteriori contestazioni, relative al procedimento del 2014 per Abbigliamento Grosseto, in parte perché i fatti non sussistono, in parte (anche Barontini) per non aver commesso il fatto. Gli amministratori sono nomi noti ai grossetani per essere stati al vertice delle società che hanno gestito l’ex fabbrica di abbigliamento di via Senese ma non perché residenti in Maremma.
Il giudice ha impiegato poco più di mezz’ora prima di tornare in aula e leggere il dispositivo. —
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