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Prato

processi 

«Mi picchiava tutti i giorni Ho 65 accessi al Codice rosa»

PASQUALE PETRELLA
«Mi picchiava tutti i giorni Ho 65 accessi al Codice rosa»

Ascoltata in aula la donna che fu inseguita e malmenata nell’ufficio postale di Iolo dall’ex compagno col quale ha avuto una storia di maltrattamenti per 14 mesi

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PRATO. «Ci siamo conosciuti nel 2016 nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Prato. Io ero lì da una ventina di giorni perché non c’era un’altra struttura che mi potesse ospitare per i miei problemi di tossicodipendenza. Lui è arrivato per un trattamento sanitario obbligatorio, dopo che aveva cercato di gettarsi giù da un ponte». Risponde così alla domanda che le viene posta dal pubblico ministero, Laura Canovai, la trentaquattrenne che siede sul banco dei testimoni in qualità di accusatrice dell’uomo, Giuseppe, 44 anni, che invece è seduto al tavolo degli imputati con accanto il difensore l’avvocato Gabriele Terranova e ben tre agenti di polizia penitenziaria intorno, in quanto detenuto dal 12 febbraio scorso con le gravi accuse di violenza e maltrattamenti.

«Ho fatto sessantacinque accessi al Codice rosa per tutte le volte che mi ha picchiata. L’ultima volta il medico che mi ha visitata ha detto: come è possibile che non l’abbiano ancora arrestato?», racconta la donna. Arresto che è avvenuto dopo la violenza fatta in pubblico nell’ufficio delle Poste di Iolo dove la trentaquattrenne era arrivata scalza, cercando di sfuggire all’ennesima furia del compagno che non voleva che andasse via. La donna infatti dopo aver parlato con l’assistente sociale aveva avuto una stanza da un affittacamere.

E’ una storia dai toni forti quella che viene raccontata davanti al giudice monocratico Leonardo Chiesi al secondo piano del Tribunale di Prato. Da una parte una donna con una vita difficile «Ho cominciato a frequentare il sert quando avevo diciannove anni». Dall’altra un uomo con una grave situazione di tossicodipendenza da droghe pesanti che lo hanno spinto diverse volte – secondo il racconto fatto dalla trentaquattrenne in fase di interrogatorio davanti al giudice – anche a tentare il suicidio. Almeno tre volte avrebbe cercato di uccidersi lanciandosi da un ponte: una volta a Prato, una volta a Lucca ed una a Benevento.

Aggressioni verbali e fisiche quasi quotidiane per quattordici mesi. «Quando ci siamo conosciuti in ospedale gli avevo confidato che ero in Psichiatria perché non avevo una casa dove stare – ha raccontato la donna – E lui si è offerto di ospitarmi in casa della sua famiglia. Non mi attraeva l’idea ma dopo un’altra settimana in ospedale, non avendo altri posti dove andare, ho accettato la richiesta, gli ho telefonato e sono andata a vivere con lui». Ma nei mesi successivi Giuseppe perde il lavoro a causa della sua tossicodipendenza. Si trasferiscono a Montecatini dove va a fare il portiere di notte. E la donna conosce così anche l’ospedale di Pescia. «Ci sono andata diverse volte con lesioni anche importanti – ha raccontato – Una volta mi ha rincorso per strada e sbattuto la faccia sulla portiera di un’auto rompendomi il naso. Un’altra volta ho avuto la frattura del malleolo». Un racconto lucido, senza tentennamenti. Poi il processo è stato rinviato al 7 settembre per ascoltare i vari testi delle parti. —

PASQUALE PETRELLA. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .

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