Sicurezza
Case dei profughi, indagati i vertici di due coop di Astir
Prato, il cerchio dei sequestri si è ristretto da 9 a 5 appartamenti. La procura: saltati i permessi anche senza la “somma urgenza”
PRATO. Sono cinque, non più nove, le case dei migranti sottoposte a sequestro probatorio nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura nei confronti delle cooperative del Consorzio Astir che gestiscono l’accoglienza. L’esame delle relazioni consegnate dalla Digos e dall’Asl, circoscrivono i problemi ravvisati nell’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Egidio Celano, ai soli cinque appartamenti gestiti nei comuni medicei, Poggio a Caiano e Carmignano. Sono case gestite dalle cooperative Verde Mela e Humanitas, i cui dirigenti sono gli unici indagati nell’inchiesta.
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Gli aspetti contestati, ricordiamo, sono di natura amministrativa, relativi alle condizioni ambientali e igienico-sanitario, ma anche di natura penale e riguardano irregolarità urbanistiche. Secondo la procura, nei cinque casi contestati, si tratta di immobili destinati a civile abitazione che sono stati frettolosamente riadattati per un uso ricettivo senza chiedere il cambio di destinazione d’uso.
Le verifiche svolte finora hanno anche trovato una documentazione assente o carente sui permessi: in particolare manca la pratica Suap, la cui domanda dovrebbe essere presentata a Comune e Regione. Ma le cooperative non si sono dovute attrezzare con urgenza sollecitate dalla prefettura vista l’emergenza degli arrivi di nuovi profughi? è una domanda che molti si pongono, ma la procura contesta che, almeno nella convenzione del 2016 che lega prefettura e Consorzio Astir, non figura nessun provvedimento di somma urgenza che abbia impedito il normale iter da seguire sui permessi e i cambi di destinazione d’uso, lo stesso iter che devono seguire amministrazioni e privati cittadini.
Uno dei punti che gli inquirenti devono ancora approfondire è proprio il rispetto della convenzione che lega il consorzio di cooperative che si è aggiudicata quella gara per l’accoglienza, con la prefettura che, tengono a precisare in procura, è parte lesa nell’inchiesta. Per il momento non risultano indagini in corso sulle altre cooperative che si occupano dei profughi.
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