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San Paolo ha fame di spazi: 450 firme per una nuova piazza

Maria Lardara
San Paolo ha fame di spazi: 450 firme per una nuova piazza

Non piace ai residenti il progetto di riqualificazione dei giardini di via Vivaldi illustrato in commissione dagli uffici tecnici comunali. Tre incontri a settembre

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PRATO. Cercasi piazza per il popoloso quartiere di San Paolo. Per la verità, lì uno spazio pubblico c’è. Ed è quello che ruota intorno ai giardini di via Vivaldi. Che, per come sono concepiti adesso, non sono “né carne né pesce”. Qualche panchina qua e là, un paio di altalene per bambini, un po’ di verde che si alterna alla superficie pavimentata. Stop. Ma quello sarebbe il cuore pulsante della comunità di San Paolo, composta da 18mila residenti. Ecco perché l’assessore alla mobilità Filippo Alessi s’è ritrovato sul suo tavolo una petizione di 450 firme, raccolte in pochi mesi fra San Paolo e Borgonuovo.
«Vorremmo che i riqualificati giardini diventassero un luogo di aggregazione con l’inserimento al loro interno di una piazza, un contenitore di piccoli eventi culturali e teatrali - sottolinea Fabrizio Bocchicchio, primo firmatario della petizione -. Chiediamo che venga pensata una fontana a raso o a scomparsa come fulcro della piazza, immaginando delle panchine circolari intorno agli alberi in modo da sfruttare tutti gli spazi e favorire la socializzazione».
Spulciando però il progetto redatto dal geometra Fabrizio Fallanti del Comune, illustrato ieri alle commissioni consiliari 3 e 4 riunite in seduta congiunta, la fontana non è pervenuta. E la superficie pavimentata dei giardini passerebbe dagli attuali 195 a 376 metri quadrati, a scapito del poco verde già esistente. Sette alberi in meno (da 41 a 34) e 22 nuove piante a cespuglio tra le quali molte essenze aromatiche bisognose di costante manutenzione. Fra le righe della petizione si legge che «una fontana che emetta giochi d’acqua e zampilli determinerebbe una forte caratterizzazione della nuova area, conferendole identità e restituendo ai giardini di via Vivaldi un’anima purtroppo assente». E poi una nuova illuminazione per garantire una buona visuale al calar del sole.
L’intervento pensato dagli uffici tecnici comunali che riqualificherebbe i giardini di via Vivaldi, nell’ambito del progetto “100 piazze” (1 milione di euro), costerebbe all’amministrazione 200mila euro. Ma ai cittadini non piace. «Immaginiamo un luogo che possa essere appendice delle abitazioni», aggiunge il geometra Fabio Razzi, anche lui firmatario della petizione. Ma l’equazione più cemento, meno verde poco convince i membri della commissione, in primis la consigliera pentastellata Mariangela Verdolini e il consigliere di Fratelli d’Italia Emanuele Berselli. Storce il naso anche la consigliera dem Cristina Sanzò perché «il progetto non caratterizza lo spazio identitario del quartiere come invece auspicano i cittadini di San Paolo e prevede un’esposizione delle panchine al sole”.

Per l’assessore Alessi non è così preoccupante il restringersi del fazzoletto di verde anche perché «il piano operativo prevede la programmazione di 20mila metri quadrati di un parco intorno a San Paolo», lungo l’asse verde che arriva fino a via Galcianese. Che fare dunque? Come trasformare i giardini di via Vivaldi in uno spazio pubblico a misura dei residenti? Tutto viene rimandato a settembre. La parola d’ordine è partecipazione. A fine commissione Alessi ha annunciato che «sarà organizzato un percorso partecipativo che coinvolgerà i cittadini con tre incontri nella frazione», secondo un format che è già stato sperimentato con successo per la progettazione di altri quartieri come il Macrolotto 0.


 

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