Il dolore
Blitz della Digos nelle case dei profughi
Controlli di polizia e Asl in 9 strutture del Consorzio Astir per verificare le condizioni igienico-sanitarie. La procura apre un fascicolo
PRATO. Bufera sull’accoglienza ai migranti a Prato. Nove strutture di accoglienza migranti gestite dal consorzio Astir sono state perquisite e controllate dagli agenti della Digos e dagli ispettori dell’Asl su ordine della Procura di Prato. Il blitz è avvenuto ieri, fin dalle prime ore del mattino, ed è proseguito nel pomeriggio, in tre case utilizzate per l’accoglienza a Prato ed altre sei fra Poggio a Caiano, Carmignano e Comeana.
I controlli erano finalizzati a verificare le condizioni ambientali, in particolare quelle igienico-sanitarie, in cui vivono i profughi, il rispetto degli obblighi da parte delle cooperative che fanno capo ad Astir nonché eventuali irregolarità su lavori compiuti nelle strutture. Le nove case d’accoglienza sono state controllate in quanto Digos e Asl avrebbero riscontrato alcune violazioni, ma non sono state sequestrate e chiuse. Pertanto gli ospiti migranti possono continuare a starci regolarmente e non verranno trasferiti altrove ed anche l’attività all’interno non verrà cambiata, almeno per ora.
L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi che ha affidato il fascicolo al sostituto procuratore Egidio Celano.
La cooperativa Astir svolge ormai da anni un servizio di prima accoglienza dei cittadini stranieri temporaneamente presenti sul territorio in convenzione con l’Ufficio territoriale di governo della Prefettura di Prato. Tra i servizi offerti, la gestione amministrativa, l’assistenza generica alla persona e servizi per l’integrazione.
Loretta Giuntoli, presidente del consorzio Astir, non nasconde la sua preoccupazione. "Posso avere la tranquillità di aver lavorato bene e aver fatto tutto in regola ma la perfezione, si sa, non è di questo mondo - dice - C’è è stata richiesta una documentazione e noi l’abbiamo fornita. Aspettiamo di capire se ci contestano qualcosa e che cosa, nello specifico".
Le strutture di accoglienza gestite da Astir accolgono un numero inferiore a cento migranti. "Sono spazi piccoli e ciò li rende per alcuni aspetti più facili da gestire, per altri diventa più complicato", aggiunge Giuntoli.
Sulla vicenda interviene anche il vice sindaco Simone Faggi, delega all’immigrazione, anche se il consorzio gestisce la rete di accoglienza straordinaria dei richiedenti asilo che non fa capo ai Comuni, ma alla prefettura: "Per quanto ci riguarda, sull’accoglienza Astir ha sempre lavorato con una modalità adeguata e professionale", si limita a commentare il vicesindaco.
La dirigente della Digos della questura di Prato, Nicole Fetto, conferma i controlli e l’acquisizione di documentazione anche nella sede centrale del Consorzio Astir. L’indagine è in corso e tutto il materiale e i rilievi effettuati verranno portati all’attenzione della Procura che deciderà in merito.
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