Il Tirreno

Prato

visite senza prenotazione 

L’Asl manda gli ispettori a controllare gli ambulatori

L’Asl manda gli ispettori a controllare gli ambulatori

Le autorità sanitarie corrono ai ripari dopo l’inchiesta che ha portato all’arresto di quattro ginecologi dell’ospedale Santo Stefano e di tre mediatori cinesi

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prato. L’Asl Toscana Centro corre ai ripari dopo lo scandalo dei medici che visitavano le pazienti cinesi senza prenotazione e riscuotendo le parcella al nero, come appurato da un’inchiesta della Procura che lunedì ha portato all’arresto di quattro ginecologi dell’ospedale di Prato insieme a tre mediatori cinesi.

Gli ispettori dell’Asl verificheranno ogni giorno nelle sale d’attesa degli ospedali del territorio che fa capo all’Azienda sanitaria Toscana centro, a partire da quelle dell’area di Prato, «il corretto svolgimento dell’attività ambulatoriale e chirurgica ambulatoriale, sia in regime istituzionale che di libera professione», con verifiche sull’effettiva corrispondenza «tra le prestazioni prenotate e la presenza dei pazienti fisicamente in attesa di eseguirle».

È una delle misure decise dalla Asl in seguito all’inchiesta condotta dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli.

«I gravi fatti accaduti all’ospedale di Prato non dovranno mai pi ripetersi a tutela dei cittadini e degli operatori che lavorano onestamente nelle nostre strutture» ha detto il direttore generale dell’Asl Toscana centro, Paolo Morello Marchese. Tra le azioni intraprese anche l’istituzione delle commissioni di disciplina e d’indagine e appunto l’attivazione del nucleo ispettivo nelle sale d’attesa.

La commissione di disciplina, di fatto già operativa, dovrà svolgere con maggiore intensità puntuali verifiche e accertamenti, anche con sopralluoghi nelle strutture, su tutti i livelli di responsabilità e sui comportamenti dei dipendenti che derivano anche da principi sanciti dalla Costituzione.

Quella di disciplina, spiega ancora l’Asl Toscana Centro, sarà affiancata da quella d’indagine che dovrà invece evidenziare il rispetto della trasparenza in tutte le procedure aziendali e, in particolare, la piena aderenza relativamente alle procedure di prenotazione di visite ed esami e la correttezza nell’accesso ai servizi da parte dei cittadini. Sia le commissioni che il nucleo ispettivo, si spiega ancora, sono composte dal personale della Asl individuato e scelto dalla direzione aziendale.

«Le nuove iniziative – conclude la Asl – fanno seguito a quelle già intraprese nei giorni scorsi dall’Azienda con l’immediata sospensione dal servizio dei quattro dipendenti arrestati al Santo Stefano; nei confronti dei medesimi dipendenti stata anche attivata la procedura per la valutazione della responsabilità disciplinare».

Intanto oggi in Tribunale dovrebbe essere interrogata la mediatrice cinese Wu Lihua, detta Giulia, che è agli arresti domiciliari. Da lei i magistrati vorranno sapere il nome di un medico che ha fornito a una paziente cinese le pillole Ru486, l’episodio che ha fatto partire l’indagine. Un medico che non è stato ancora individuato. —

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