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A Milano sostenibile è bello Premiati i lanifici pratesi

Maria Lardara
A Milano sostenibile è bello Premiati i lanifici pratesi

L’oscar per la moda etica andato ad aziende come Comistra, Pontetorto e Marini  Bilancio ok per Milano Unica che chiude i battenti con più compratori stranieri  

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C’è sempre una prima volta e quella dell’azienda Comistra di Montemurlo, al debutto all’ultima edizione di Milano Unica che ha chiuso ieri il sipario, è stata particolarmente fortunata. Sì perché stato premiato l’impegno per una moda ecosostenibile degli imprenditori Fabrizio e Cinzia Tesi che, con il loro marchio “Rigenius”, hanno presentato a Rho Fiere una propria linea di tessuti rigenerati che è piaciuta molto ai brand del nord Europa.



«La sostenibilità non è una moda ma una necessità». Fabrizio Tesi ci crede. E così ha potuto ritirare in chiusura di fiera l’Ethical Fashion Award, ovvero il premio per la moda etica. La sua azienda possiede un impianto completo di carbonizzazione, uno dei pochi al mondo.

Riconoscimenti fioccati anche per Marini Industrie, Pontetorto, Intespra e altre aziende del distretto, attente alla filosofia dell’ecosostenibilità, vero leit motiv di questa tornata fieristica tutta dedicata ai tessuti per l’inverno 2019/2010.



C’erano una volta gli incentivi del ministero allo sviluppo economico (quando era guidato da Calenda) utilizzati dagli organizzatori di Milano Unica per attrarre buyers esteri. E in effetti si sono viste tante presenze internazionali provenienti soprattutto da Stati Uniti (+9%), Giappone (+6%), Cina (+5%).

«Ormai Milano Unica sta acquistando una sua identità - fa notare Francesco Marini del gruppo Marini Industrie - Per il secondo anno l’anticipo della data a luglio s’è rivelato una scelta azzeccata». Spenti i riflettori della kermesse della moda, ora è il momento di rimboccarsi le maniche. «Ora bisogna mandare via velocemente i campioni scelti dai clienti», prosegue Marini che la prossima settimana volerà oltre oceano per mostrare la sua collezione agli americani. Fra i corridoi del padiglione 16, dove era concentrata la pattuglia degli 80 lanifici del distretto si sono visti tanti nomi dell’Olimpo della moda, da Versace ad Armani, da Diesel alla casa di moda francese Lanvin (solo per citarne alcuni). Il bilancio finale è di seimila aziende che hanno visionato le collezioni in mostra.



Il trend di stagione premia le produzioni pratesi. «La nostra collezione di cardato ha ricevuto molta attenzione - fa sapere Luigi Banci della Pontetorto - Siamo molto preoccupati per i rialzi dei listini, soprattutto per l’aumento di alpaca e cashmere, che potrebbero spingere i clienti ad approvvigionarsi altrove». Anche nel loro caso l’affluenza dei compratori stranieri è stata notevole (il 57% del totale, contro il 30% dell’edizione 2017): segno di una progressiva internazionalizzazione del salone milanese. —



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