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La Procura: «Il sindaco fu depistato da Piantini»

Francesco Albonetti
La Procura: «Il sindaco fu depistato da Piantini»

Alla chiusura dell’indagine svelati i retroscena della maxi-inchiesta che lega la tratta dei baby-calciatori al filone sui lavori allo stadio Lungobisenzio

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PRATO

La Procura di Prato ha chiuso la complessa indagine sulla tratta dei baby-calciatori, al quale si è aggiunto nell’ultimo anno il nuovo filone sui lavori allo stadio Lungobisenzio. Inchiesta quest’ultima nata proprio da un’intercettazione telefonica fra il presidente del Prato Paolo Toccafondi e l’ex consigliere delegato allo sport del Comune Luca Vannucci. Pagine e pagine racchiuse in faldoni in mano al procuratore capo Giuseppe Nicolosi, e ai sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, che raccontano uno spaccato di malagestione dello sport pratese, e non solo, degli ultimi anni.

Partendo proprio dal filone secondario dell’indagine, quello più fresco di cronaca, cinque sono gli indagati, con reati ipotizzati che vanno dalla corruzione in atto pubblico al falso ideologico, fino al depistaggio. Sono indagati di corruzione in esercizio delle funzioni l’ex consigliere comunale delegato allo sport Luca Vannucci e il presidente dell’Ac Prato Paolo Toccafondi. Vannucci avrebbe ottenuto un’utilità da Toccafondi in cambio del suo impegno per accelerare i lavori di ristrutturazione dello stadio, che doveva essere pronto quanto prima per il nuovo campionato, poi interamente giocato allo stadio di Pontedera. L’utilità è un’intercessione per ottenere la nomina di coordinatore regionale del settore giovanile e scolastico della Fgci: la persona alla quale Toccafondi si sarebbe raccomandato, a sua totale insaputa, è un dirigente dell’Inter che ricopriva una carica importante a livello nazionale proprio in quel ramo.

Il tutto, secondo quanto ricostruito dalla Procura, sarebbe legato ai tentativi di aggiustare in modo postumo le pratiche dei lavori allo stadio dopo le irregolarità riscontrate nel corso di un’ispezione dell’Asl del luglio 2017. E qui vengono coinvolti l’ex dirigente del Comune Luca Piantini, l’impiegato comunale Francesco Sanzo e il referente della Castelnuovo Lavori Giuseppe Mazzeo: tutti indagati per falso ideologico, in quanto avrebbero prodotto carteggi ad hoc in modo da giustificare i lavori anche se erano senza copertura assicurativa (per questo aspetto Vannucci è accusato anche di omessa denuncia).

Per Piantini c’è anche il falso ideologico per aver prorogato i lavori alla Castelnuovo con una determina dirigenziale di somma urgenza, pur sapendo che dichiarava il falso. Ma non è finita. L’ex dirigente comunale è accusato anche di depistaggio, per aver indotto il sindaco a fidarsi di lui e a sbagliare quando Matteo Biffoni, dovendo rispondere ad un’interrogazione della consigliera 5 Stelle Silvia La Vita, lesse in consiglio comunale un documento del dirigente in cui spiegava la vicenda stadio. Vannucci è difeso dagli avvocati Rocca e Nigro, Piantini da Terranova, Sanzo da Bertei.

Paolo Toccafondi, difeso dall’avvocato Guarducci, è figura ricorrente anche nel filone primario dell’indagine ora chiusa, quello della tratta dei baby calciatori. Il presidente del Prato è accusato di aver favorito l’ingresso clandestino di quattro piccoli calciatori della Costa d’Avorio. Tra gli indagati anche l’voriano Gbane, il segretario del Prato Alessio Vignoli e il carabiniere Goffredo Briema. —



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