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Piano lavoro sicuro prorogato fino al 2020 Ed ora scatta la “fase 3”
PRATO. I controlli straordinari sulla sicurezza nelle aziende cinesi andranno avanti fino al 31 dicembre 2020. La Regione ha deciso di prorogarli con una delibera di giunta che mette a disposizione...
PRATO. I controlli straordinari sulla sicurezza nelle aziende cinesi andranno avanti fino al 31 dicembre 2020. La Regione ha deciso di prorogarli con una delibera di giunta che mette a disposizione oltre 10 milioni di euro. E scatta la fase 3 del Piano lavoro sicuro: l'iniziativa messa in campo dopo la tragedia accaduta il 1° dicembre 2013 nell'azienda Teresa Moda del macrolotto di Prato in cui persero la vita sette operai cinesi. In cosa consiste la fase 3? Ispezioni più approfondite e più informazioni alle aziende per diffondere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Quindi non solo sanzioni per gli impianti elettrici non a norma e chiusura dei dormitori abusivi. Non basteranno i controlli sulla valutazione dei rischi e la formazione del personale. Verrà spiegato che i bambini devono stare lontani dai laboratori. Datori di lavoro e operai saranno sollecitati a rivolgersi agli sportelli informativi di via del Lavarone a Prato, di via della Cupola a Firenze e di tutte le sedi Pisll della Asl Toscana Centro.
La riunione del 20 settembre all'Osmannoro con i 74 tecnici della prevenzione definirà meglio i dettagli. Alcuni numeri mostrano una tendenza al miglioramento. Tra la fase 1 e la fase 2 si registrano molti miglioramenti nelle irregolarità registrate. Per esempio: i dormitori abusivi sono passati dal 13 al 6%; gli impianti elettrici non a norma dal 20 al 5%; le notizie di reato dal 55 al 33%; le chiusure/sequestri dal 6 al 2%. Le sanzioni riscosse nel 2017 tra Prato, Pistoia, Firenze ed Empoli ammontano a 3.140.000 euro. La cifra riscossa per tutta la durata del Piano lavoro sicuro dal 2014 al 2017 è di oltre 16 milioni di euro. E l'Agenzia delle Entrate registra un +51% nelle tasse pagate. Il presidente della Regione Enrico Rossi è soddisfatto di questa tendenza: «La sinergia con Prefetture, Asl e forze dell'ordine ha dato buoni risultati. Vogliamo andare avanti su questa strada». Anche se è una tendenza fragile. «Nella maggior parte dei casi la messa in regola non è preventiva, ma conseguente ai controlli, e quindi non si è ancora pienamente affermata una vera responsabilizzazione degli addetti», spiega il coordinatore del Piano lavoro sicuro Renzo Berti. Ora l'obiettivo è: far capire ai cinesi che è meglio prevenire piuttosto che pagare le multe e mettersi a norma dopo i controlli. —
Samuele Bartolini. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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