Gioco
Lane alle stelle a Milano Unica «Al bando i furbetti dei listini»
I rincari delle materie prime riecheggiano fra gli stand. I lanifici pratesi presentano collezioni innovative che strizzano l’occhio anche alla memoria del distretto
prato
Calda, sostenibile e… cara. Eccome se è cara. La lana pratese è salata. Aumenta il costo delle materie prime e questo, a cascata, si traduce in inevitabili ritocchi all’insù dei listini. Ma i brand ci provano. Il lanificio alza il prezzo, il cliente lo abbassa. È tutto un discutere di qualità e prezzi fra gli stand della fiera Milano Unica, cui partecipano quasi 80 lanifici del distretto. Porta sorrisi e timori il primo giorno del salone dei tessuti anticipato a luglio con quella formula già consacrata nell’edizione 2017 che piace tanto ai pratesi.
I segnali di mercato sono positivi, così come le aspettative sul portafoglio estero: in vetrina, fino a giovedì 12 luglio, le stoffe che entreranno nel guardaroba dell’inverno 2019/2020. «Lo avevo già ripetuto alla vigilia del salone: in queste situazioni servono responsabilità e consapevolezza - sottolinea l’imprenditore Francesco Marini - Non abbiamo bisogno di comportamenti che facciano male al mercato».
È soprattutto sulle fibre più nobili, cashmere in primis, che si alza l’asticella del prezzo. «Aumenti di materie prima fino al 20% - fa notare Francesco Bellucci dell’omonimo lanificio - Siamo preoccupati». Gira voce fra i corridoi che qualche lanificio prometta prezzi invariati ai suoi clienti per poi magari far lievitare i costi in fase di produzione. «In questo momento storico - riprende Marini - occorre fare quadrato dimostrando il nostro valore aggiunto». Che fa rima con investimenti, soprattutto sul versante della sostenibilità. Alcune firme apprezzano, altri non ne colgono la portata. «Burberry, tanto per fare un esempio, ci tiene ma per i piccoli clienti la sostenibilità è ancora un miraggio», osserva Bellucci. L’unione fa la forza anche per Sandro Ciardi di Dinamo Contemporary Fabrics. «I lanifici pratesi rappresentano un gruppo coeso. Nonostante la preoccupazione per i rincari, fra gli stand il clima è positivo. Ci aspettiamo il boom di clienti nella seconda giornata di fiera».
Lena Perraguin è una designer francese: grazie a un progetto di residenza creativa in collaborazione con il Museo del Tessuto, ha preso ispirazione dall’archivio aziendale del gruppo Marini Industrie per cimentarsi in una mini collezione. La sua capsule di tessuti, un’edizione limitata di otto articoli, è un omaggio ai valori identitari del lanificio in procinto di trasferirsi a Montemurlo. E si chiama, non a caso, #MariniWeAre.
«La presenteremo a Première Vision – spiega Francesco Marini - ma abbiamo portato un assaggio a Milano».
Fin dalle prime ore della mattinata, hanno fatto capolino nomi come Carolina Herrera, la signora della moda americana, insieme allo stilista Marc Jacobs.
«Il primo giorno - commenta il presidente del consorzio Pratotrade, Maurizio Sarti - non è certamente da fiera affollata ma il flusso costante ci fa sperare». —
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