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Prato

Le reazioni dei frequentatori del parco: «Ci vorrebbero le telecamere o passaggi più frequenti delle forze dell’ordine». Auto a rischio furto 

Gionni Chen: «Riapro il chiosco, spero sia un deterrente...»

Maria Lardara
Gionni Chen: «Riapro il chiosco, spero sia un deterrente...»

PRATO «Hanno sparato qui, alle otto di sera?». Gionni Chen è incredulo. Che quel parcheggio sia insicuro è cosa risaputa. Lo sa lui che, durante i lavori per tirare su il nuovo chiosco di bibite e...

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«Hanno sparato qui, alle otto di sera?». Gionni Chen è incredulo. Che quel parcheggio sia insicuro è cosa risaputa. Lo sa lui che, durante i lavori per tirare su il nuovo chiosco di bibite e panini (quello precedente è stato distrutto da un incendio), ha sentito in varie occasioni infrangersi i vetri delle auto in sosta. «Il chiosco aprirà fra dieci giorni – fa sapere - e si spera che la nostra presenza contribuisca a fare da deterrente». Picchia forte il sole di luglio all’ingresso del parco delle Cascine di Tavola, alla periferia sud della città. I pochi che sfidano il caldo sono sportivi, lavoratori in pausa pranzo in cerca di ombra, mamme con bambini. Tutti increduli e preoccupati, quando gli raccontano che, nella prima serata di mercoledì, si sono affrontate nel parcheggio due bande cinesi a colpi di arma da taglio. Colpisce la scena da far west all’ingresso di un parco pubblico molto frequentato. E le tracce di sangue sono ancora sull’asfalto. «Ci vorrebbero le telecamere di sorveglianza nel parcheggio», sottolineano Lucia e Sara Gianassi. Un parcheggio che ultimamente è divenuto terra di nessuno: qui in molti parcheggiano e vanno a fare jogging lasciando la borsa in macchina, per poi non ritrovarla più. «Più che le telecamere – auspica Franco Balli - servirebbe un presidio fisico, un passaggio più frequente di pattuglie. Non m’impressiona più il fatto che episodi del genere accadano in pieno giorno. Basti pensare a ciò che è successo in piazzale Europa pochi giorni fa». Balli è uno sportivo, uno che il parco delle Cascine lo conosce come le sue tasche. «Il parco è più sicuro all’interno: all’esterno sono avvenute diverse spaccate sulle auto in sosta». Ma come possono le forze dell’ordine essere sempre presenti? Se lo chiede Federico Livi che ha lavorato come giardiniere alle Cascine di Tavola. Poi però ammette: «Quello del parcheggio incustodito è oggettivamente un problema». Per Samantha Caputo bisognerebbe invece rendere più vivibile il parco e, di conseguenza, più sicuro. «Magari se all’interno ci fossero dei giochi per bambini – ammette - forse le famiglie lo frequenterebbero di più». —

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