Il Tirreno

Prato

L’estetista di Prato che insegna la bellezza alle donne iraniane

Maria Lardara
L’estetista di Prato che insegna la bellezza alle donne iraniane

Il titolare del negozio Cipride ha formato per due giorni cinque allieve a Teheran: "Sorpreso dalla loro disponibilità"

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PRATO. Prato – Teheran, biglietto di andata e ritorno. Un biglietto che profuma di delicate creme arricchite con note di erbe e di frutta e che racconta una realtà che non t’aspetti. Siamo in Iran, la cui rappresentazione in Occidente si fonda spesso su stereotipi difficili da scardinare. Un’esperienza che Stefano Cuturni, titolare dello storico centro estetico Cipride in via Pugliesi, ha vissuto sulla sua pelle. Anzi, su quella di cinque giovani operatrici del benessere che ha “formato” durante una full immersion di due giorni nella capitale della repubblica islamica. Il giovane Stefano ha svelato loro i segreti della bellezza presentando le virtù dei cosmetici prodotti dai laboratori Hur, marchio fiorentino di creme e trattamenti bio, organici e vegan.

Trattamenti a base di ingredienti speciali, tutti “made in Tuscany”, che le donne iraniane, così attente alla cura del loro corpo, hanno apprezzato e provato sulla pelle del proprio viso. Nella cornice di un centro di bellezza collegato a una clinica estetica locale (l’Iran è il paese con la maggior percentuale di interventi di rinoplastiche), Stefano ha avuto come “allieve” donne dai lineamenti affascinanti e con il viso molto curato, con il capo coperto da foulards colorati (hijab) che scopriva gran parte dei capelli.

«L’impressione più forte che mi ha lasciato questo breve viaggio di lavoro – racconta Stefano - è stata, da una parte, il clima di chiusura che è legato alla situazione politica del Paese e, dall’altra, la straordinaria accoglienza e apertura del popolo iraniano». Le mani dell’esperto massaggiatore di Cipride, specializzato in riflessologia plantare, hanno regalato momenti di relax e benessere alle operatrici iraniane che hanno promosso a pieni voti l’impacco peeling a base di finocchio e la maschera idratante all’uva. «Prodotti apprezzati soprattutto per il loro effetto schiarente: in Iran - spiega Stefano - la pelle più chiara è considerata sinonimo di bellezza. Mi ha colpito il fatto che, complice forse lo stereotipo sulle donne islamiche cui siamo spesso abituati, le mie “allieve” non abbiano avuto difficoltà a farsi testare i trattamenti da un uomo. Ma anche gli uomini iraniani, attenti alla cura del viso, hanno provato i trattamenti».


 

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