Sicurezza
Operazione salvataggio per i conigli del GiocaGiò
I lavori di ristrutturazione di un immobile rischiavano di chiudergli le tane. I volontari li hanno portati via dal palco e dati in adozione
PRATO. Grazie alla collaborazione con il Comune di Prato le organizzazioni di Volontariato elan Onlus e "Guardie nazionali della natura" sezione di Prato sono riuscite finalmente a risolvere la problematica legata alla presenza di conigli domestici abbandonati al parco Giocagiò in via Giovanni Marradi. Un problema che si protraeva da circa 10 anni.
"Ci siamo interessati alla vicenda - spiega Cristiano Giannessi, vicepresidente Elan - qualche settimana fa,a seguito delle molte segnalazioni ricevute da parte di cittadini pratesi che lamentavano il sovraffollamento del parco da parte di decine di conigli, tra l’altro in un periodo dell’anno in cui la zona è frequentata ogni giorno da centinaia di bambini e persone di ogni età. Questa condivisione degli stessi spazi ha portato purtroppo anche ad azioni di maltrattamento verso gli animali seppur, a volte, involontarie. Oltre a ciò si aggiungeva un’ ulteriore problematica, i coniglietti avevano scavato le proprie tane sotto un immobile di legno in ristrutturazione, un marciapiede avrebbe dovuto sorgere proprio sopra gli ingressi, gli animali avrebbero corso il rischio di essere murati vivi".
In accordo con il Comune di Prato è partita quindi una vera e propria operazione finalizzata prima di tutto a mettere in sicurezza i conigli e le loro tane, con la sospensione dei lavori di ristrutturazione dell’immobile e la recinzione della zona con le tane, e poi al recupero di tutti gli esemplari presenti nel Parco. "Nel giro di una settimana - afferma Giannessi - siamo riusciti a mettere in salvo tutti i 14 coniglietti che sono stati curati e dati in adozione".
Quello dei conigli abbandonati è un problema in continua crescita che riguarda molte zone e molti parchi della nostra città, sostiene Giannessi. "Perché non si ripeta quanto accaduto adesso è necessario attivare una vigilanza anti-abbandono. La nostra associazione, con l’ausilio del proprio nucleo di guardie zoofile, si propone già da subito di attivarla nelle zone più a rischio ricordando che "chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro". Art. 727 del Codice Penale. Un ringraziamento particolare - conclude Giannessi - va al dottor Augusto Bassolino, responsabile dell’Ufficio diritti animali del Comune di Prato, alla dottoressa Antonella Lesi per il supporto ed a tutti i volontari che hanno partecipato all’attività di recupero che si è protratta per una settimana giorno e notte".
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