Fil, la Regione subentra alla Provincia
Nel 2017 il Centro per l’impiego di Prato ha fornito i propri servizi a quasi novantamila lavoratori e ottomila aziende
PRATO. Dal 28 giugno la Fil, società che gestisce il Centro per l’impiego di Prato, passa ufficialmente sotto la Regione Toscana. L’ente regionale subentra infatti alla Provincia di Prato, di cui Fil era partecipata al 100% (dopo l’uscita di Vaiano e Montemurlo), rilevando l’intera quota societaria attraverso la neo costituita Arti - Agenzia regionale toscana per l'impiego. Sono gli effetti del decreto Del Rio, che ha trasferito la competenza delle politiche del lavoro dalle Province alle Regioni e dato il la ad un periodo di transizione per i Centri per l’impiego, compresi quelli toscani, regolati dal 2015 ad oggi da una convenzione tra Ministero e Regione. «Quello di Prato, con la Fil rappresenta un modello di politiche attive del lavoro che funziona e dà risposte – afferma l’assessore regionale all'Istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco – Era perciò necessario tutelare il suo patrimonio di competenze e professionalità, per essere pronti ad affrontare le sfide future del lavoro». Sono 29 i dipendenti di Fil Srl, a cui si aggiungono dai 20 ai 30 collaboratori esperti in orientamento. Possono tirare un sospiro di sollievo, perché per loro il passaggio non avrà effetti. Nel 2017 ad usufruire dei servizi del Centro per l’impiego sono stati quasi 90mila lavoratori, poco meno di 8mila le aziende. Sono 8.222 i colloqui di orientamento realizzati e 45.046 le candidature raccolte (di cui 12.791 preselezionate e inviate alle aziende). Buoni anche i risultati di gradimento degli utenti, che assegnano alla struttura un punteggio di 8,6 su 10. «Prato senza i servizi per il lavoro avrebbe grandi difficoltà – commenta il direttore della Fil Michele del Campo – In momenti difficili, come la crisi del 2008, la Fil ha svolto una funzione di ammortizzatore del disagio sociale. La sfida per il futuro è integrare sempre di più formazione e lavoro». Anche perché, nonostante il clima di sfiducia, a Prato ci sono figure professionali che non si trovano: tessitori e sarti ad esempio. «Prato ha una grande vivacità economica, ma ha vissuto anche grandi difficoltà – afferma l’amministratore unico di Fil Rudy Russo – È qui che si devono sperimentare soluzioni». «Il lavoro sta cambiando – commenta la consigliera regionale Ilaria Bugetti – Adesso più che mai era quindi necessario salvaguardare l’attività del Centro per l’impiego, che è un’eccellenza regionale e patrimonio di tutta la città».
«È il punto di partenza di quella per la nuova Fil – chiude la vicepresidente della Provincia Paola Tassi – In bocca al lupo per questo nuovo percorso».
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