Gioco
Trenta automobilisti al giorno “flashati” dal nuovo autovelox
Prato, da marzo quasi 2.400 multe per chi ha superato i 50 all’ora alla Madonna della Tosse. Protesta il gruppo “Città per noi”
PRATO. Sono 2.351 le sanzioni per eccesso di velocità elevate in seguito alle rilevazioni del nuovo autovelox sulla strada regionale 325, all’altezza di Santa Lucia, in prossimità della galleria della Madonna della Tosse, dalla sua entrata in funzione il 12 marzo scorso fino al 31 maggio. In due mesi e mezzo dunque il rilevatore ha elevato una media di 29 multe al giorno agli automobilisti che hanno percorso l’ex regionale da e per la Valbisenzio. Il maggior numero di guidatori indisciplinati risultano pratesi, con un totale di 897 multe, seguiti dai vaianesi con 342 sanzioni, dai verniatti a quota 119, dai residenti a Cantagallo con 87 multe, da quelli di Montemurlo con 85 sanzioni, mentre si salvano, per la provincia di Prato, carmignanesi e poggesi, rispettivamente con sole 25 e 11 multe.
Non sono esenti da sanzioni nemmeno i residenti nella provincia di Firenze, che ha totalizzato 256 mute, e in provincia di Pistoia, a quota 137. Sessantotto sanzioni sono state elevate anche ad automobilisti provenienti da altri comuni della Toscana e 200 a residenti in altri comuni d’Italia. A richiedere i “numeri” dell’autovelox di Santa Lucia alla polizia municipale di Prato è stato il movimento “La Città per Noi”, attivo a Prato e Cantagallo, che si oppone al nuovo rilevatore da prima della sua installazione.
«Oltre ai numeri delle multe, avevamo chiesto anche la documentazione che spiegasse perché in quel tratto della 325 il limite di velocità è stato abbassato da 90 a 50 chilometri orari – spiega il capogruppo de “La Città per Noi di Cantagallo” Alessandro Logli – ma non ci è stato fornito». Il limite prescritto dal codice della strada per la sr 325, essendo una strada extraurbana secondaria, sarebbe infatti di 90 chilometri orari, ma il suddetto limite è suscettibile di ribassamento nel caso di strade dove ci siano condizioni di pericolo.
«Chiediamo soltanto che siano rispettate tutte le normative vigenti – continua Logli – per questo vogliamo capire perché e quando questa modifica è stata fatta (un’ordinanza infatti non basta). Nel caso in cui ci siano state delle violazioni, procederemo con un esposto. Vogliamo andare in fondo a questa faccenda». La maggior parte delle multe sono state elevate per superamento del limite di velocità da 11 a 40 chilometri orari (cioè a veicoli che circolavano nel tratto con una velocità da 61 a 90 chilometri orari). Solo 4 quelle elevate ai trasgressori “dal pedale pesante” cioè i veicoli che viaggiavano con una velocità compresa tra 91 e 110 chilometri orari.
«Se il limite di velocità venisse riportato a 70 chilometri orari, come era prima della costruzione della galleria (quando c’era una curva considerevole), la maggior parte delle multe scomparirebbe – aggiunge Logli – Negli anni sono stati spesi più di 20 milioni di euro per la messa in sicurezza della 325, che senso ha dunque abbassare i limiti quando prima, con una strada peggiore, si circolava ad una velocità maggiore?» E in merito alle multe conclude: «Se è così che si vuol fare promozione della Valbisenzio siamo fuori strada. Si faceva prima a mettere un casello e far pagare un ticket a chi entra in vallata».
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