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Bosi: «Il Biffoni bis dipende solo da lui»

Bosi: «Il Biffoni bis dipende solo da lui»

Elezioni 2019, il segretario Dem ha idee chiare sul candidato «Ma ora dobbiamo ritrovare una strategia di coalizione»

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PRATO. Gabriele Bosi, segretario provinciale del Pd, la vittoria di Francesco Puggelli (Pd) a Poggio a Caiano di due settimane fa l'ha già messa in archivio come un dato positivo. E guarda fin da ora all’appuntamento del 2019 a Prato, terza città del centro-Italia. Compito non facile promuovere, guidare e trainare la coalizione di centro-sinistra in città. Ma i tempi stringono, il clima nazionale resta sempre incerto e il Pd cerca una nuova strada e una strategia competitiva.

Segretario Bosi, finirà anche a Prato con un centro- sinistra contro una destra trainata dalla Lega?

«Mi sembra che sia questo lo scenario a cui stiamo assistendo con il voto nelle altre città toscane. I 5 Stelle hanno un deficit evidente di classe dirigente a livello locale e la Lega di Salvini trascina gli altri partiti del centro-destra, anche se qualcuno cerca distinguo. Ma di fatto è così. Se questo è il quadro dovremo ragionare in modo aperto e laico con le forze politiche che sono disponibili a riconoscersi in una certa visione di città. Vediamoci e parliamone».

Quale visione?

«Intanto partendo da quella impostata in questi 5 anni da ultimare. Non organizzarsi contro qualcuno, ma favorire un laboratorio politico che condivida una visione di presente e di futuro, di forze politiche e movimenti civici che si confrontino sul lavoro fatto in questi anni e che siano disponibili a lavorare assieme anche sui prossimi anni. Fino ad ora sono stati messi in cantiere progetti di cambiamento radicale che necessitano di tempo e di una strategia comune da implementare con il contributo di tutti».

La demolizione dell’ex ospedale continua ad accusare ritardi e ritarda la nascita del parco urbano.

«Questa comunale ha impostato percorsi di cambiamento della città, come dicevo, che non possono che favorirla. Il sottopasso del Soccorso e tutta la riqualificazione urbanistica dell’area è un miglioramento che apprezzeremo in tutta la sua realtà solo a lavori finiti e a breve partiranno i primi cantieri; il parco urbano dell’ex ospedale è un altro tassello che cambierà il volto della città rendendola molto più bella e sostenibile. Sono grandi opere che comunque necessitano di almeno due legislature. Il parco urbano ritarda, vero. Ma la politica ha fatto e sta facendo tutto il possibile. Siamo di fronte ad una burocrazia eccessiva che ha causato ritardi su troppi fronti».

Mi indichi tre punti sui quali la coalizione di centro-sinistra dovrebbe ritrovarsi?

«È importante continuare il lavoro sull’innovazione tecnologica, si veda la sperimentazione 5G, a servizio di cittadini e imprese per aggiornare l'economia del distretto e creare lavoro di qualità. Poi è fondamentale continuare il processo di riqualificazione urbanistica, non solo con i grandi interventi (penso all'area ex Banci), ma puntando sul nuovo Piano operativo come strumento per favorire piccoli interventi nelle frazioni. Infine c'è il tema del welfare locale: Prato è il primo comune in Toscana per investimento nel sociale e sarebbe interessante sperimentare nuove azioni per rafforzare la coesione sociale sul territorio. Il centro destra, e soprattutto quello a trazione leghista, ha invece una visione di città chiusa. Lo si è già visto con la Giunta Cenni».

Matteo Biffoni resta il candidato a sindaco del Pd?

«ll Pd sostiene Biffoni con convinzione. Adesso sta a Matteo sciogliere la riserva, che penso farà a breve. Ha sempre detto di voler prima confrontarsi su questo passaggio così importante».

Alessandro Formichella

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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