Gioco
Tre anziani truffati da un finto operatore Alia e un finto vigile urbano
I due uomini sono riusciti a portargli via quasi 4mila euro in contanti e gioielli. Le raccomandazioni della questura
PRATO. Due truffe in sequenza tra via Fra Bartolomeo e via del Cittadino, a Mezzana, martedì 19 giugno.
Vittime tre anziani, marito e moglie nel primo caso, una signora che si trovava da sola in casa nel secondo caso. Identico il modus operandi. Due uomini, sicuramente italiani, si sono fatti aprire la porta dicendo di essere un operatore Alia e un agente di Polizia municipale.
Mentre il finto vigile urbano restava all'inizio fuori il finto operatore Alia eseguiva un non meglio precisato controllo dei sacchi della spazzatura. Il complice, in entrambi i casi, è riuscito a entrare in casa senza essere visto e a frugare nelle camere. Ai due anziani coniugi (di 79 e 70 anni) ha sottratto alcuni oggetti in oro e 3.400 euro in contanti. Alla settantenne 400 euro.
Da Alia e dalla Questura di Prato arriva la precisa raccomandazione, rivolta soprattutto agli anziani, di chiamare i numeri preposti in casi simili. Ecco le due note.
"L’azienda Alia precisa che non è in corso alcun tipo di attività di distribuzione di materiale informativo né di strumenti di raccolta né tantomeno di loro presunte “verifiche”. Il personale di Alia è sempre facilmente riconoscibile, dotato di divisa e tesserino identificativo: se si ritiene di aver ricevuto una visita sospetta, Alia invita a segnalarlo alle Autorità competenti di pubblica sicurezza nonché al proprio servizio di Call Center (800 888 333 – 199 105 105). In ogni caso, Alia ricorda che i propri addetti ed operatori non sono autorizzati a recarsi all’interno delle abitazioni degli utenti né tantomeno a richiedere denaro".
La Questura sensibilizza l’utenza "a porre particolare attenzione in situazioni di tal specie, soprattutto nell’ormai prossimo periodo estivo, richiamando nuovamente la campagna informativa “Non siete soli #chiamatecisempre”, promossa dalla Polizia di Stato, finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica, in particolare le fasce sociali più esposte al rischio di truffe “a domicilio”, quali appunto quelle rappresentate dagli anziani, a contattare tempestivamente le utenze di emergenza 112 e 113, ogni qual volta presso abitazioni si presentano soggetti che per particolare contesto e motivazioni addotte possano dare adito al sospetto di essere truffatori".
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