Il Tirreno

Prato

Tessiltime, Confindustria sul caso: «Serve più etica»

di Maria Lardara
Tessiltime, Confindustria sul caso: «Serve più etica»

L’azienda ha chiuso i battenti e riaperto con altro nome tra le proteste dei creditori L’associazione degli industriali: «Dobbiamo vigilare. Le realtà coinvolte sono tante»

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PRATO. Può un lanificio chiudere e riaprire con un altro nome utilizzando lo strumento del contratto d’affitto d’azienda? Di sicuro l’attuale quadro normativo glielo consente ma fa discutere all’interno del distretto la notizia pubblicata ieri dal Tirreno dell’operazione attuata dal lanificio Tessiltime di Cafaggio. Cessata l’attività l’11 giugno scorso, il lanificio di fatto ha riaperto con un’altra ragione sociale (International Textile) per darne poi notizia con una lettera inviata a fornitori e clienti. E questo ha provocato la reazione di diversi fornitori e varie lavorazioni che avevano intrecciato rapporti con la Tessiltime: tintorie, rifinizioni e tessiture non solo del distretto pratese ma anche di quello biellese.

L’azienda in questione non risulterebbe iscritta a Confindustria Toscana Nord ma gli occhi di Palazzo dell’Industria sono puntati sui futuri contraccolpi che potrebbe provocare nel distretto la chiusura della Tessiltime.

«Pur non potendo entrare nelle scelte aziendali, teniamo le antenne dritte perché sappiamo che sono coinvolte diverse lavorazioni e varie realtà del tessile pratese: è importante vigilare affinché determinati comportamenti non vadano a discapito del sistema distrettuale», sottolinea Francesco Marini, consigliere delegato di Confindustria Toscana Nord e coordinatore della sezione produttori di tessuti.

Fra le righe del contratto d’affitto con cui l’International Textile è subentrata alla Tessiltime, si specifica che tutti i debiti relativi a rapporti sorti anteriormente alla data di decorrenza del contratto restano a carico della società affittante. Dunque graverebbero sulla Tessiltime che non è in liquidazione ma ha cessato la sua attività. È la sorte dei creditori a preoccupare Confindustria Toscana Nord anche perché della rete dei fornitori della Tessiltime farebbero parte realtà produttive di un certo rilievo, molte delle quali iscritte all’associazione.

A tal proposito, Marini richiama il codice etico che, in Confindustria Toscana, è più stringente rispetto a quello nazionale. E che vale anche all’interno dei rapporti di filiera. «Uno strumento ancora più necessario in una realtà come quella del distretto pratese dove sono presenti numerose realtà di aziende multietniche – fa notare Marini – e dove occorre un monitoraggio attento per preservare le eccellenze».

Solo che stavolta i cinesi non c’entrano. Fu durante la prima presidenza di Andrea Cavicchi (2012-2014), alla guida dell’ex Unione Industriale Pratese confluita poi nel 2016 in Confindustria Toscana Nord, che s’insistette a lungo sul tasto dell’etica tanto che Cavicchi conferì una delega all’imprenditore Leandro Gualtieri, decano dei produttori pratesi di filati e patron di Filpucci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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