Il Tirreno

Prato

Addio ad Anna Pandico, la prof-artista del Rodari

Addio ad Anna Pandico, la prof-artista del Rodari

Prato, la docente è morta a 48 anni. Sarà sepolta nella sua Nola. Studenti e mondo culturale in lacrime: «Una donna unica»

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PRATO. Per i ragazzi non era solo una “prof”. Non c’erano solo i temi di italiano e le versioni di latino. Per molti Anna Pandico è stata una madre affettuosa, una che sapeva coinvolgerli con le emozioni del teatro e della letteratura, una pronta a mettersi in gioco fuori dall’aula e a trascinare la propria classe sul palcoscenico. Perché per Anna il teatro era vita, non finzione. «Per lei insegnare era una missione», ricorda Mario Di Carlo, dirigente del liceo di scienze umane Rodari dove Anna insegnava da dieci anni.

Il suo cuore ha smesso di battere lunedì scorso dopo aver combattuto contro una dura malattia che se l’è portata via nel giro di pochi mesi, all’età di 48 anni. Anna mancava dalla cattedra praticamente dall’autunno scorso ma aveva continuato a mantenere i contatti con studenti e colleghi. In classe l’amavano, per l’energia e l’entusiasmo che riponeva nel motivare i suoi studenti, quelli che ieri hanno voluto salutarla per l’ultima volta partecipando alla camera ardente nell’abitazione della docente.

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I familiari di Anna l’hanno aperta per consentire agli studenti di accompagnarla nell’ultimo viaggio prima della partenza per Nola (Napoli), luogo d’origine dell’insegnante e dove si sono svolti i funerali. Ragazzi e ragazze che ieri mattina hanno affollato la casa di Anna, tra lacrime e commozione, piangendo alla vigilia dell’esame di maturità la scomparsa della loro brillante professoressa, in tasca una laurea in lettere classiche conseguita all’università di Napoli “Federico II” con una tesi in storia della filosofia antica.

Prima il distacco dalla terra d’origine, poi i tanti sacrifici compiuti fino ad arrivare all’immissione in ruolo in un liceo di Prato. «Era un’insegnante attenta, sempre molto partecipe della vita dei ragazzi – riprende Di Carlo –. Rispondeva a ogni stimolo culturale, coinvolgendo anche realtà esterne alla scuola: il teatro era la sua passione».

E parlando di teatro, Anna era una formidabile penna: esperta di scrittura creativa, si formata alla scuola di drammaturgia di Dacia Maraini e amava recitare, salendo anche sul palco del Fabbricone con lo spettacolo “Il passaggio degli angeli”. «Ad Anna mi legava una grande amicizia: non dimenticherò mai la sua sensibilità», rammenta Giuseppe Maddaluno, ex docente di lettere e animatore di varie iniziative culturali in città. Fu lui a scoprire il talento della poetessa. Tre anni fa venne pubblicato a Prato un libretto, “Pasolini 40”, una raccolta di poesie curata proprio da Maddaluno e Antonello Nave. Conteneva anche versi di Anna, dedicati al grande Pasolini.

Tracce di un attivismo culturale sul territorio che sarebbe un peccato disperdere. Per questo Luigi Nespoli, storico preside pratese che ha lavorato con Anna, quando ancora la giovane donna non insegnava ma lavorava nella segreteria del liceo di via Galcianese, lancia una proposta dal suo profilo Facebook. «Anna scriveva in modo eccezionale, ne ricordo ancora un atto unico teatrale scritto su una giovane donna che colloquia con se stessa e la sua vita. Riportiamo alla luce ciò che Anna ha scritto e facciamolo rivivere a teatro, a scuola, anche per qualche radio creativa che operi su questo ed altri territori».

Maria Lardara

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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