Proteste
I sigilli della città per Carlo Verdone
«Mio padre era senese e da lui ho ereditato l’ironia toscana Girare un film a Prato? Perché no, qui ho conosciuto Nuti»
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.16969523:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/sketch-di-verdone-che-menziona-i-cinesi/104476/106065]]
PRATO. La classe non è acqua. E per uno come Carlo Verdone avvezzo alle telecamere e ai flash, i fotografi che lo stavano immortalando nella foto di rito mentre il sindaco Matteo Biffoni gli consegna i sigilli della città è stato normale girare lo sguardo prima da un lato e poi da un altro a favore dei vari obiettivi. Finezze di uno che sa fare il suo mestiere. Il regista e attore è stato il protagonista assoluto per un’intera serata pratese, prima in Comune dove, ricevuto dal primo cittadino e dall’intera giunta, è stato premiato con i sigilli della città. Poi la sera al Castello dell’Imperatore, Carlo Verdone, è stato ospite d’onore per la chiusura del Toscana filmmaker festival.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:foto-e-video:1.16966474:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/foto-e-video/2018/06/15/fotogalleria/a-carlo-verdone-i-sigilli-della-citta-di-prato-1.16966474]]
Spacca la puntualità, Carlo Verdone. Alle 18 era prevista la cerimonia di consegna dei sigilli d'argento e l’artista è arrivato in perfetto orario. In abito scuro, non si è sottratto a chi gli chiedeva un selfie o una stretta di mano prima di salire le scale per arrivare al primo piano del Municipio e incontrarsi con gli amministratori e poi trasferirsi nel salone consiliare insieme ai giornalisti. Per il regista quella di ieri è stata la sua terza volta a Prato. «La prima – ricorda Verdone – è stata tanti anni fa, per una rassegna ed ebbi anche modo di conoscere Francesco Nuti che stava girando il suo film Pinocchio. Poi, anni dopo, mi sono fermato a Prato in compagnia di amici per pranzare prima di recarmi a Lucca. Adesso ho avuto modo di visitarla meglio la città e devo dire che c’è molta offerta, ho visto gli ambienti di Manifatture digitali cinema e visto tante belle cose». Alla domanda se un suo prossimo film potrebbe far tappa a Prato l’artista risponde che prima di tutto bisogna capire il soggetto e l’idea che si scrivono, devono essere attinenti al luogo. «Ma - dice Verdone - vedo che qui ci sono le strutture adatte e la città è bella anche se poco vista nel cinema, meriterebbe di più. Quindi, mai dire mai. Chissà che dopo Firenze e Siena non venga a Prato per girare». E parlando di Toscana, Verdone ricorda le origini senesi del padre. «Sicuramente il grado di ironia particolare è quello che mi ha trasmesso mio papà – ammette – Anche se mi sento molto romano, sono filtrato da quell'ironia un po' cinica e tagliente tipica toscana che ho ereditato da lui». All'attore viene chiesto scherzosamente di interpretare Furio e lui accetta e con la voce inconfondibile che Verdone ha creato fa un apprezzamento alla città e una battuta sui tanti cinesi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
